Ticino, 20 gennaio 2020

"Ex partitone peggio di Bertoldo"

*Articolo dal Mattino della Domenica

Uella, certo che in quel di Lugano l’ex partitone è proprio allo sfascio e ormai ne combina peggio di Bertoldo!

Ormai la sezione è in mano ai radikalchic da aperitivo vip, con la puzza sotto il naso ed il borsello rigonfio, che pensano solo alla kultura e alle CADREGHE, e dei problemi dei luganesi che tirano la cinghia se ne sbattono alla grande!

E’ evidente che, per i liblab, la non ricandidatura del vicesindaco Michele Bertini è una tragedia, anche se i diretti interessati non sembrano rendersene nemmeno conto. Da parte sua, il quasi ex vicesindaco non ha usato tanti giri di parole. Anzi, ha letteralmente asfaltato il partito, sia la sezione comunale che quella cantonale, parlando apertamente di “clima negativo”. L’uscita di scena con polemica è, in effetti, arrivata a sorpresa; sgomento, in particolare, il Corrierino liblab, che da anni slinguazza Bertini con interviste in ginocchio a tutta pagina e si preparava a reggergli la coda ad oltranza in vista delle elezioni comunali di aprile, ovviamente nella speranza che potesse scalzare Marco Borradori dalla carica di sindaco. Il fatto che l’ex partitone non sia stato in grado di trattenere il suo uomo di punta, che avrebbe potuto forse ambire al sindacato della più grande città del Cantone, la dice lunga sullo stato confusionale in cui è caduto.

Il vecchio che avanza

Sicché, il PLR non ha trovato di meglio che andare a ripescare per il Consiglio comunale nientemeno che l’ “Uomo del Monte” Fulvio Pelli, autore di frasi storiche quali: “ Grazie alla libera circolazione delle persone, i nostri giovani potranno andare a lavorare a Milano”; oppure, alle elezioni comunali del 2016: “riprendiamoci il POTERE a Lugano!”.

Si vede che Pelli, già presidente cantonale e nazionale PLR, già consigliere nazionale, non è proprio in grado di staccarsi dalla CADREGA e dal presunto POTERE. Quando si dice: “il nuovo che avanza”! Intanto sulle prospettive future di un partito che fa fuori il promettente 35enne (Bertini) per riesumare il trombone settantenne (Pelli), simbolo della partitocrazia più vetusta, si addensano fosche nubi.

Attenzione però: a Lugano l’Uomo del Monte, seppur da dietro le quinte, ha sempre menato il torrone. Quindi si porta dietro una bella responsabilità per i casotti attuali. Chi, infatti, ha imposto l’attuale presidente sezionale radikalchic Guido “Turba” Tognola, che si intende solo di aperitivi e di kultura? Fulvio Pelli, assieme all’ex vice$indaka Giovanna Masoni. Chi ha proposto Masoni alla testa della Commissione cerca (che non ha “cercato” Bertini) per la preparazione delle liste elettorali? Sempre Pelli. E chi è intervenuto nella direttiva del PLR cittadino per bloccare d’imperio ogni accenno di contestazione nei confronti di Tognola? Ancora l’Uomo del Monte!

Il “grande acquisto”

Lo sfacelo liblab prosegue e non se ne vede la fine. Infatti, anche lo storico consigliere comunale Peter Rossi se ne è andato sparando ad alzo zero sul partito e dichiarando papale-papale: in questo PLR non mi riconosco più, si pensa solo alle cadreghe e non ai problemi dei cittadini, c’è poca trasparenza, sincerità e serietà, mancano progetti lungimiranti, prevedo ulteriori perdite di consensi.

Difficile essere più categorici di così! Per contro, il grande acquisto (?) del presidente Guido “Turba” Tognola è nientepopodimeno che l’ex P$ Jacques “Stakanov” Ducry, presidente della sezione ticinese del NUMES, ovvero lo squinternato Movimento che vuole l’adesione della Svizzera all’UE.

Il buon Jacques, dopo aver mollato l’ex partitone per il P$ - commento generale ai tempi: “E’ andato in quello che avrebbe dovuto essere il suo partito fin dall’inizio” – adesso lascia il P$ accusandolo di logiche cadregare che l’hanno disgustato, vedi intervista sul portale Ticinotoday, per rientrare nel PLR che però afferma di aver lasciato perché “ non c’era più dibattito, non c’era più nulla, solo un pragmatismo concernente alcuni carrieristi”.

Ah beh, quando si dice il ritorno del figliol prodigo!

Il fatto che Tognola sia andato a corteggiare Ducry (è sempre “Stakanov” a dichiararlo) la dice lunga su cosa sia, almeno a Lugano, l’ex partitone: altro che “liberale”, è un partito radiko$ ocialista euroturbo!

Tanto per mettere la ciliegina sulla torta, nei giorni scorsi è arrivato anche il licenziamento dell’addetto alla comunicazione della sezione PLR di Lugano, il quale si è rivolto ai sindacati. Ossignùr! La vera notizia, ovviamente, è che la sezione PLR di Lugano avesse un addetto stampa, e che lo pagasse pure! Uella, i consensi calano, ma le manie di grandezza restano!

*Edizione del 19 gennaio 2020


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