Ticino, 11 dicembre 2019

Delitto di Caslano, il nipote: "Non volevo ucciderla, ma solo minacciarla"

“Volevo solo minacciarla, non ucciderla”. Si difende così a processo il 24enne che la notte dello scorso 6 2018 uccise la nonna a Caslano con una dozzina di martellate (vedi articoli suggeriti).

Questa mattina – dinnanzi alla Corte delle Assise criminali di Lugano presiedute dal giudice Marco Villa –, il giovane (all’epoca dei fatti 23enne ) ha fornito la sua versione spiegando di aver agito “sotto l’effetto dell’alcool”. Erano quasi le 2:30 di notte quando il giovane si è introdotto in casa della nonna. Voleva chiederle 200 franchi per comprare della cocaina.

Alla risposta negativa dell’anziana donna “ho perso la testa”. Scese in cantina, prese un martello e tornò
nella camera della nonna dove poi la colpì senza pietà svariate volte. “Non ricordo – dice l’imputato in aula – quanti colpi ho sferrato. Me ne ricordo quattro”. Una volta capito che la nonna fosse morta, il nipote voleva cancellare le tracce. È per questo che prese una tanica di benzina e la versò sul corpo dell’anziana, oltre a varie zone dell’abitazione. Poi accese il fuoco facendo scoppiare l’incendio. “Speravo di non essere scoperto”, dice.

Dalla perizia psichiatrica emerge che al momento dei fatti l’imputato soffriva di un lieve ritardo mentale e di disturbi derivanti dal consumo di cocaina. Nel pomeriggio si esprimeranno l’accusa e la difesa.

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