Sport, 18 novembre 2019

Riva: "Un giorno mi piacerebbe approdare nella mitica NHL"

Faccia a faccia con il giovane talento dell’HC Lugano, il figlio d’arte

LUGANO - Elia Riva è senza ombra di dubbio uno dei giovani più interessanti del panorama hockeistico nazionale. Nato a Claro il 3 gennaio 1998, ha iniziato a pattinare da piccolissimo nell’HCAP poi, all’età di 13 anni è passato nelle file dell’HC Lugano. Figlio d’arte (suo padre Luigi Riva ha militato nell’Ambrì come pure nel club bianconero), Elia ha dimostrato di avere talento.

Nella stagione 2016/2017 il suo primo grande momento con l’approdo in prima squadra e l’esordio in Lega Nazionale A grazie a Doug Shedden. Riva (che si è pure fatto le ossa giocando una trentina di partite con i Ticino Rockets) si è guadagnato stima anche in campo internazionale disputando sette incontri di Champions League e partecipando ai Mondiali Under 18 e Under 20. Il ragazzo deve ancora farsi esperienza ma le sue doti tecniche hanno convinto la società bianconera, che gli ha rinnovato il contratto per altre tre stagioni, ossia fino al 2022. 

Il tuo maggior pregio? 
La sincerità.

Il tuo peggior difetto? 
Sono abbastanza permaloso.

Cosa deve avere una donna per piacerti?
È importante il primo impatto, ossia quello fisico, quindi deve avere un bel volto, degli occhi molto espressivi ed un bel sorriso.

Qualità indispensabile per un uomo..
Deve avere il giusto approccio in ogni tipo di dialogo.

Il miglior attore? 
Leonardo Di Caprio.

La migliore attrice? 
Sikabobyi Margot.

Il film più bello che hai visto?
 Sicuramente Il Gladiatore.

La canzone o la musica… 
Tutti i brani di Vasco Rossi.

La tua radio preferita? 
Radio 3iii.

La tua televisione preferita? 
Italia 1 e Canale 5.

Nella vita cosa ti dà più fastidio?
Quando qualcuno non viene trattato allo stesso modo degli altri.

Una cena speciale con… 
La mia famiglia ed i miei migliori amici.

Di cosa hai più paura?
Di non riuscire a raggiungere gli obiettivi che ho fissato.

Il tuo libro preferito? 
Ho letto molte autobiografie, in particolare mi sono piaciute quelle di Mike Tyson e di Zlatan Ibrahimovic.

La tua prima… pattinata sul ghiaccio?
All’età di 3 anni ho iniziato a giocare ad hockey sul ghiaccio di Faido.

Chi è stato a spingerti a praticare questo sport? 
Ho sempre seguito mio padre ( Luli Riva ndr) e quindi l’hockey mi ha subito affascinato.

Tuo papà è stato importante per la tua crescita?
È stato sempre presente visto che mi ha pure allenato nei Piccolo e nei Moskitos nell’HCAP, anche ora non manca di far sentire la sua presenza.

Il tuo esordio in serie A?
Nella stagione 2016/2017 nel match contro il Friborgo; a lanciarmi è stato Doug Shedden.

Se diciamo HCL cosa rispondi? 
La mia casa, la mia famiglia sportiva.

Sami Kapanen?
Un allenatore davvero molto preparato.

Il migliore allenatore che hai mai avuto?
Innanzitutto Shedden che mi ha lanciato in LNA, poi Greg Ireland che mi ha permesso di giocare con una certa continuità, senza scordare naturalmente Luca Cereda.

Il tuo giocatore modello?
Roman Josi, nel quale mi vedo, perché ha il mio identico stile di gioco.

Il tuo miglior compagno di squadra?
Ne ho diversi, se però vogliamo fare dei alcuni nomi dico Luca Fazzini, Loic Vedova e Ale Chiesa.

Il giocatore più forte in attività? 
Connor McDavid degli Edmonton Oilers.

Il tuo sogno nel cassetto?
Giocare un giorno in NHL, secondariamente vincere un titolo con l’HCL.

HCAP o Lugano? 
Il mio cuore è bianconero.

Se diciamo derby? 
Una bomba di emozioni.

Il più bel ricordo sportivo?
Il primo derby disputato tre anni fa ad Ambrì, tanta adrenalina e tantissime emozioni I tifosi…
Sono il sesto giocatore, ti danno una carica incredibile.

Se volessi mandare un messaggio ai giovani?
Di divertirsi il più possibile con l’hockey o qualsiasi altro sport

L’avversario che ti ha fatto più soffrire? 
Phil Baltisberger dello Zurigo.

Il portiere che più ti ha impressionato? 
Leonardo Genoni.

G.M

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