Mondo, 29 ottobre 2019

Bimbo di due anni ucciso, la terribile verità dell'autopsia: "è stato torturato"

Omicidio volontario aggravato, torture e maltrattamenti aggravati. Resta in carcere con queste accuse Alija Hrusic, il papà 25enne di origini croate che lo scorso 22 maggio a Milano uccise di botte suo figlio di due anni. Calci, pugni e almeno tre bruciature – “di cui con una fiamma viva” – sono le torture che il pm di Milano contesta al 25enne.

Nel rapporto di conclusione delle indagini viene scritto che “Hrusic ha agito con crudeltà verso il bambino, per motivi futili e consistiti nel fatto che il piccolo, lasciato senza pannolino, si fosse sporcato”. Ma l’uomo – se così
si può chiamare – è accusato anche di maltrattamento nei confronti della moglie. “Fin dall’inizio della loro relazione – si legge nell’avviso – la ingiuriava e percuoteva colpendola con schiaffi, pugni e calci. Alcune volte utilizzando anche una cintura o il bastone di una scopa (...)”.

Dallo scorso aprile, Hrusic “manifestava grave insofferenza nei confronti dell’ultimo figlio (…), lo ingiuriava con l’epiteto di ‘scemo’, lo picchiava con calci e pugni e gli provocava bruciature di sigarette su diverse parti del corpo”.

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