Sport, 25 ottobre 2019

Roba da mangiarsi le mani: ma dov’era il Lugano nel primo tempo?

Impalpabili, brutti e sciocchi nei primi 45’, i bianconeri hanno gettato alle ortiche la partita disputata ieri a Malmö: nel secondo tempo si è vista qualcosa di diverso ma non è bastato

MALMÖ (Svezia) – Hai voglia a parlare di impresa, di vincere a Malmö, hai voglia a sognare di salire a quota 4 in classifica e di sperare in uno storico passaggio del turno in Europa League. Hai voglia ad avere entusiasmo pensando che gli svedesi, in lotta per vincere il loro campionato, potessero avere la testa un po’ da un’altra parte. Ma se poi scendi in campo come è avvenuto nel primo tempo… poi non puoi far altro che mangiarti le mani.

Sì perché il Lugano, come spesso gli accade, ha dimostrato che non riesce a reggere i 90’. Siamo a ottobre, la stagione è iniziata da ormai 3 mesi e, purtroppo, siamo spesso costretti a parlare e dire le stesse cose: i contenuti sono anche buoni, ma i risultati fanno fatica ad arrivare. Così come fanno fatica ad arrivare le reti, nonostante l’acuto di Gerndt di ieri sera, mentre non faticano a manifestarsi i pali (pazzesco quello di Yao) e gli errori personali e/o di squadra: quella maturata a Malmö è stata più una sconfitta di Sabbatini e compagni che una vittoria dei padroni di casa.

I due gol svedesi, infatti, arrivano da due errori dei ticinesi, soprattutto in occasione dell’ingenuo rigore procurato da un Obexer che sembra non essere in grado di reggere questi ritmi e questi palcoscenici. Al netto degli infortuni – il Malmö aveva in panchina i due attaccanti titolari – a questo Lugano manca sempre qualcosa per fare il passo, quel passo decisivo per avviarsi verso a un primo vero scatto stagionale.

Scatto che nel secondo tempo di ieri si è anche visto… oppure no? Difficile capire quanto il Lugano sia stato in grado di accelerare, di creare e di andare vicino al pareggio per merito suo, o quanto sia stato il Malmö a calare vistosamente dopo il grande sforzo profuso nel primo tempo. Resta il fatto che i bianconeri non sono riusciti ad alzare il ritmo, a mettere pressione costante e di mostrare la giusta fame per recuperare un risultato che poteva davvero cambiare il corso dell’avventura europea.

Ora c’è da pensare al San Gallo domenica: quella è la vera partita da non perdere. In caso contrario l’allarme in casa luganese potrebbe davvero iniziare a suonare.

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