Svizzera, 01 agosto 2019

"Alle prossime elezioni federali ci si gioca l’esistenza della Svizzera"

Oggi si celebre il 728esimo anno dalla fondazione della Svizzera. 728 anni, nella famiglia delle nazioni, è un'età ragguardevole , considerato che solo all'inizio del secolo scorso erano appena 45 le nazioni sovrane. Nel corso dei secoli la Svizzera ha dovuto far fronte a innumerevoli guerre, carestie, invasioni e lunghi periodi di estrema povertà, spesso confrontandosi con paesi che, almeno sulla carta, sembravano molto più potenti di lei. Questo fino a raggiungere i livelli di prosperità, benessere e sicurezza che hanno pochi eguali nel resto del mondo. Ma come si porta la Svizzera nel 2019 e quanto è pronta ad affrontare le sfide del futuro? Lo abbiamo chiesto a Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, municipale di Lugano e direttore de "Il Mattino Della Domenica".

Comiciamo con una domanda personale. Prima di passarlo insieme alla Lega dei Ticinesi, come festeggiava il primo d'agosto ?

Lorenzo Quadri: A dire il vero è passato così tanto tempo che non me lo ricordo più. Da quando mi interesso di politica l’ho sempre festeggiato con la Lega; prima ero un ragazzino.

Che significato ha per lei il primo d'agosto ?

Ha naturalmente un alto significato simbolico, perché è il Natale della Patria. Ma deve anche avere un significato pratico. Alla nostra Patria dobbiamo pensare tutti i giorni dell’anno! Troppi politicanti, agli eventi ufficiali ed in particolare in occasione del Primo Agosto, si sciacquano ipocritamente la bocca con i valori svizzeri e con il modello di successo elvetico, con inno nazionale e bandiere. Poi però non perdono un’occasione per svendere la Svizzera all’UE, per rottamare la nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari, le nostre libertà, il nostro mercato del lavoro, la nostra sicurezza, eccetera, sull’altare dell’obbedienza servile a Bruxelles. Basti pensare che il triciclo PLR-PPD-PSS vuole trasformare il nostro Paese in una colonia dell’UE tramite l’accordo quadro istituzionale, che permetterà ai burocrati di Bruxelles di dettare legge in casa nostra, nel senso letterale del termine. Mi chiedo allora come certe persone possano avere il coraggio di mettere fuori la faccia il Primo Agosto, e magari di tenere addirittura dei discorsi “patriottici”. Si vede che costoro la faccia ce l’hanno di una tolla molta spessa.

Come sta la Svizzera nel 728esimo anno dalla sua fondazione?

Non bene purtroppo. Credo che i nostri antenati si stiano rivoltando nella tomba. E’ un continuo capitolare, genuflettersi, cedere prerogative. Con la tattica del salame (una fetta alla volta) la casta sta imponendo al Paese l’adesione all’UE, sempre rifiutata dal popolo. Ma è chiaro che per l’establishment il popolo va esautorato e messo a tacere. E’ incredibile: si sta demolendo la nazione, si stanno rottamando i diritti dei cittadini, ma gli “spin doctor” dell’establishment vorrebbero farci credere – a mo’ di misura diversiva – che l’emergenza sia il clima!

La legislatura federale che sta per iniziare sarà determinante per il futuro del nostro Paese. Si deciderà se la Svizzera continuerà ad esistere come Stato sovrano, o se verrà disciolta nel calderone dell’UE. Per questo è essenziale che la Lega mantenga le posizioni in Consiglio nazionale e se possibile che riesca ad entrare al Consiglio degli Stati. Non è pensabile che il nostro Cantone, da sempre schierato contro la svendita della nazione a Bruxelles, si trovi rappresentato a Berna – a seguito di varie ammucchiate cadregare all’interno del triciclo PLR-PPD-PSS - da più euroturbo di quelli che ci sono ora, che già sono troppi. La contrapposizione è tra chi difende l’indipendenza del Paese (Lega e Udc) e chi invece la vuole gettare a mare (triciclo). Occorre che l’elettorato ticinese compia una scelta di campo. Scelta che, visto l’esito delle votazioni sul tema (pensiamo solo a quella dello scorso maggio sul Diktat disarmista dell’UE) non dovrebbe essere troppo difficile…


I primi Cantoni che si unirono in quella che più tardi sarebbe diventata la Svizzera si allearono per difendersi dalle potenze straniere e dalle loro mire di conquista. Nel 2019 è ancora attuale ciò?

Nel 2019 la situazione è purtroppo invertita. La casta che ha in mano il potere economico, politico, mediatico, non ha alcuna intenzione di difendere le prerogative della Svizzera, ed anzi criminalizza chi lo fa. E’ un continuo chinarsi a 90 gradi davanti ad ogni pretesa in arrivo da Bruxelles con la scusa che il nostro Paese sarebbe “piccolo e debole”: quindi dobbiamo cedere, sempre e comunque. Se i nostri antenati avessero avuto una mentalità del genere, la Svizzera non esisterebbe più da un pezzo. I vertici del PLR si fanno dettare la linea dai manager stranieri delle multinazionali, rappresentati da Economiesuisse, ai quali interessa solo demolire nazioni nell’illusione di aprire mercati: questi signori della Svizzera se ne infischiano. I politicanti del triciclo euroturbo PLR-PPD-PSS sono ormai ridotti al punto da dover prendere lezioni di svizzeritudine dall’imprenditore di origine libanese Nick Hayek. L’unico che ha avuto il coraggio di dire chiaro e tondo che il nostro Paese non deve firmare l’accordo quadro istituzionale. Eppure la partitocrazia (ed ovviamente il Consiglio federale) smania per sottoscriverlo.

Per gli svizzeri attaccati all'independenza e alle tradizioni del loro paese questo, almeno politicamente parlando, non è un periodo felice. Prima il parlamento applica, per usare un eufemismo, in modo molto parziale l'iniziativa che chiedeva un'immigrazione autonoma dall'UE, poi è stata affossata l'iniziativa che chiedeva la supremazia della legge svizzera su quella internazionale e appena qualche mese fa è stata approvata la legge che inasprisce il diritto a possedere armi. Crede che questa tendenza continuerà o ci si può aspettare un cambiamento in questo senso?

Come detto, nelle prossime elezioni federali ci si gioca l’esistenza del Paese. Urge quindi una scelta di campo chiara sul tema fondamentale dei rapporti con l’ UE: sovranità o sudditanza? Se gli elettori continueranno a votare sempre gli stessi partiti e gli stessi politicanti euroturbo, le cose non potranno che andare peggio. Occorre una presa di coscienza, per usare un parolone.

Per finire, ci può dire due o tre cose che si auspica per la Svizzera nel prossimo futuro?

Ce ne sarebbero molte… limitandomi poche cose, direi queste. Prima di tutto mi auguro che non venga sottoscritto lo sconcio accordo quadro istituzionale che ci ridurrebbe ad una colonia dell’UE, e nemmeno il patto ONU sulla migrazione (al momento imboscato in un cassetto in vista delle elezioni, ma ne verrà estratto subito dopo), e che la popolazione voti a favore della disdetta della libera circolazione delle persone. Poi mi auguro che si cominci a tagliare drasticamente sui regali all’estero e sulla spesa per i migranti economici per far confluire quanto risparmiato a queste voci nelle casse dell’AVS. E – “per ultimo ma non certo da ultimo” - che si trovi finalmente un sistema per rendere sostenibili i premi di assicurazione malattia, arginando lo strapotere delle lobby cassamalatare (uno dei massimi esponenti è l’attuale ministro degli esteri PLR).  

KC

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