Svizzera, 18 gennaio 2026

“Declino della Svizzera”

Dal convegno dei vertici UDC/SVP una diagnosi dura su asilo, scuola, sicurezza e neutralità.

SVIZZERA - Durante il tradizionale convegno dei vertici dell’SVP a Bad Horn, oltre cento rappresentanti provenienti da tutti i Cantoni hanno discusso per due giorni lo stato della Svizzera. La conclusione condivisa dai relatori è netta: in quasi tutti i settori fondamentali sarebbe in corso un progressivo deterioramento.
 

Tra i temi affrontati figurano la pressione migratoria, le infrastrutture e la sicurezza. Il consigliere federale Albert Rösti ha segnalato come la crescita demografica abbia già portato al limite le infrastrutture di trasporto. Sul fronte dell’asilo, il consigliere nazionale Pascal Schmid ha ricordato che dal 2000 oltre 655’000 persone sono entrate in Svizzera grazie al diritto d’asilo, con costi annui di miliardi di franchi a carico dei contribuenti.
 


 

Critiche anche al sistema educativo. Secondo il direttore dell’istruzione di Nidvaldo, Res Schmid, i progetti di riforma di sinistra e l’immigrazione incontrollata avrebbero indebolito la scuola, soprattutto dove molti allievi non padroneggiano più una lingua nazionale. Sul piano della sicurezza e dell’integrazione, sono stati evocati i rischi legati all’islamismo e il parallelo con alcune periferie francesi.
 

Ampio spazio è stato dedicato alla neutralità. L’ex consigliere federale Christoph Blocher ha parlato di neutralità dimenticata dalle élite, ribadendo che per essere efficace deve restare permanente, armata e credibile. In chiusura, il presidente del partito Marcel Dettling ha invitato a “rimuovere le élite inadeguate” e a riportare la Svizzera sui valori che ne hanno garantito prosperità e resilienza.
 

Fonte Comunicato stampa UDC

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