Svizzera, 21 luglio 2019

Ecco i tre vincitori dello “Swiss Stop Islamization Award 2019”

Lo scopo dello Swiss Stop Islamization Award, ideato dal movimento politico “Il Guastafeste” di Giorgio Ghiringhelli (www.ilguastafeste.ch), è quello di ricompensare ogni anno tre persone – una per la Svizzera tedesca, una per la Svizzera francese e una per la Svizzera italiana (o persone attive nei Paesi confinanti con la Svizzera) – che si sono distinte per la loro attività contro l’islamizzazione della Svizzera ( e dell’Europa) e contro la diffusione del radicalismo islamico. A ognuno dei tre vincitori viene assegnato un premio di 2'000 franchi.

Di seguito i tre vincitori dell'edizione 2019:


Premio Svizzera italiana: Magdi Cristiano Allam (giornalista e scrittore)

Magdi Cristiano Allam, nato a Il Cairo il 22 aprile 1952, laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, da giornalista è stato vice-Direttore del Corriere della Sera e ha collaborato con il Corriere del Ticino. È stato musulmano per 56 anni, ha creduto in un «islam moderato» fino a quando non è stato condannato a morte sia da terroristi islamici sia da sedicenti «musulmani moderati». Nel 2008 si è convertito al cristianesimo ricevendo il battesimo dal Papa Benedetto XVI. È stato il primo giornalista in Italia a subire un procedimento disciplinare per «islamofobia» da parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ma lo ha vinto facendo trionfare il principio che è lecito criticare l’islam. In Italia è il principale bersaglio della “Jihad by Court”, una persecuzione giudiziaria promossa dai militanti islamici, per obbligarlo a non scrivere e a non dire nulla contro l’islam. Ha scritto 17 libri in cui spiega che i musulmani come persone possono essere moderati, ma che l’islam come religione è del tutto incompatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole della civile convivenza, con i valori della sacralità della vita, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà europea. In un’intervista rilasciata lo scorso 29 aprile al quotidiano italiano “Libero” ha detto che si dovrebbe dichiarare l’Islam fuori legge (https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13456981/magdi-allam-libero-pietro- senaldi-islam-fuori-legge-occupera-italia.html ). E’ stato amico di Oriana Fallaci, che nel 2003 gli aveva inviato una lettera nella quale di fatto lo aveva accreditato come suo erede spirituale. Sta scrivendo un libro che sarà intitolato “Stop Islam” . Da leggere assolutamente l’intervista intitolata “Vade retro islam!” pubblicata lo scorso 8 luglio su www.ilguastafeste.ch .


Premio Svizzera francese: Prof. Sami Aldeeb (esperto di diritto arabo e musulmano; scrittore)

Cristiano di origine palestinese, divenuto cittadino svizzero, è nato il 5 settembre 1949. Dottore in legge. Professore universitario. Dal 1980 al 2009 è stato responsabile del diritto arabo e musulmano all’Istituto svizzero di diritto comparato ed è attualmente direttore del Centro di diritto arabo e musulmano (http://www.sami-aldeeb.com - www.blog.sami- aldeeb.com ) . Ha scritto una sessantina di libri tradotti in varie lingue, e nei quali ha chiarito con criteri scientifici alcune interpretazioni del Corano e della Sunna (la raccolta dei “detti” di Maometto) basandosi sui pareri espressi nei secoli dagli esegeti dell’islam. Uno dei suoi ultimi libri, edito nel 2018, in francese, in italiano e in tedesco, è dedicato alla comparazione tra le norme svizzere e quelle musulmane, ove si dimostra l’incompatibilità di queste ultime con il diritto vigente nel nostro Paese. Ha fatto una edizione araba del Corano in ordine cronologico (e l'ha tradotta in francese, in inglese e in italiano), separando i versetti pacifici rivelati alla Mecca da quelli contrari ai diritti dell’uomo rivelati a Medina. Questo Corano potrebbe costituire una buona base per una riforma dell’islam. Aldeeb è uno dei pochi che ha avuto il coraggio di dichiararsi pubblicamente “islamofobo e fiero di esserlo”, motivando questa sua presa di posizione in un articolo pubblicato sul suo blog “Savoir ou se faire avoir” (https://blog.sami-aldeeb.com/2011/07/10/sami-aldeeb-est-islamophobe-et-fier-de-letre ). In una lettera aperta rivolta nel 2015 all’imam della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha ribadito che in nome della libertà di espressione le critiche all’islam dovevano essere accettate, e ha sostenuto la necessità di chiedere ai musulmani che non fossero d’accordo con questa libertà di critica di ritornare nei loro Paesi di origine, in modo da evitare una guerra civile in Francia fra musulmani e non musulmani; nella lettera aveva inoltre scritto che occorreva vietare l’insegnamento del Corano nella sua forma attuale, che incita alla violenza nella parte medinese (http://ripostelaique.com/lettre-ouverte-de- sami-aldeeb-a-dalil-boubakeur-revoir-integralement-les-enseignements-de-lislam.html). In un video pubblicato su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=U2L75l2UlTU ) ha detto che “il Corano medinese è mille volte peggio del Mein Kampf ”. Chapeau!


Premio Svizzera tedesca: Alain Jean-Mairet (redattore e traduttore indipendente)

Nato nel 1958. E’ un critico spietato dell’Islam. Fino al 2018 ha tenuto un blog appassionante (ajm.ch/wordpress). Qualche anno fa aveva lanciato una campagna d’informazione rivolta alle autorità cantonali in merito al consenso problematico dell’esegesi coranica, come l’odio, le maledizioni, il jihad, la corruzione ecc. (precaution.ch/action). Censurato da Twitter, egli scrive attualmente sul suo nuovo blog www.precaution.ch e utilizza dati concreti, oggettivi e misurabili per mostrare come l’islam contribuisce a degradare la nostra società occidentale. In particolare ha dedicato molti sforzi per informare le autorità giuridiche e politiche della Svizzera sui dogmi più fondamentali e più tossici dell’islam. Ha contattato almeno 1500 politici eletti nella Svizzera romanda e tedesca inviando loro le opere e gli studi molto documentati che Sami Aldeeb ha scritto su questi aspetti problematici. Tutte queste attività, ripartite su vari anni, sono state interamente finanziate e in gran parte realizzate da lui. Anch’egli, come Magdi Cristiano Allam e tanti altri, ritiene che l’islam debba essere dichiarato fuorilegge in Europa. Quando una quindicina di anni fa iniziò a dedicarsi alla battaglia contro l’islam decise di adottare alcune precauzioni per proteggere la sua famiglia , fra cui quella di non pubblicare alcuna sua foto su internet. Ecco perché su sua richiesta pubblichiamo una sua caricatura di quando era adolescente. E’ uno dei tristi effetti dell’islamizzazione...  

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