Mondo, 17 luglio 2019

Ursula von der Leyen eletta presidente della commissione UE (per un soffio), "riformeremo Dublino"

Ursula von der Leyen è stata eletta presidente della commissione UE e succederà quindi a Jean Claude Juncker. Ci si aspettava una votazione di misura e così è stato. La nuova presidente della Commissione europea, infatti, ha vinto con 383 voti, 327 gli eurodeputati contrari, 22 gli astenuti e una scheda bianca. Solo appena nove voti di scarto hanno consentito all' ormai ex ministra della difesa della Germania di superare la maggioranza assoluta e diventare la prima donna eletta presidente della Commissione europea.

Il parlamento UE si è quindi dimostrato molto diviso. Non ha tenuto la coalizione di popolari, socialisti e liberali, le tre formazioni che ci si aspettava un supporto maggiore a von der Leyen. Nei tre gruppi ci sono state almeno 75 defezioni. Sono stati quindi i deputati del Movimento Cinque stelle, che non appartengono a nessun gruppo politico a livello europeo, a essere stati decisivi e votando a favore. Hanno votato contro invece, le formazioni a destra dei popolari e quelle a sinistra dei socialisti.

"Mi sento molto onorata sono sopraffatta, la fiducia che riponete in me la riponete nell'Europa, un'Europa forte e unita, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa", sono state le prime parole della nuova presidente. "Il compito che dovrò affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso".

L'ex ministra tedesca ha illustrato agli eurodeputati il suo programma. Fra le sue priorità c'è la battaglia per il salario minimo europeo: "Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un
salario minimo che garantisca una vita dignitosa - ha detto la tedesca nel discorso agli europarlamentari -. Perciò svilupperemo un quadro nel rispetto dei quadri di lavoro, l'opzione ottimale è avere contrattazioni collettive con i sindacati perché loro possono adeguare il salario minimo al settore e al comparto. So che ci sono modelli diversi ma dobbiamo creare un quadro generale". 

Von der Leyn vuole un'Europa delle pari opportunità uomo-donna a partire dai vertici ("intendo realizzare una perfetta parità di genere nella possima Commissione. Se non mi proporranno abbastanza nomi, non esiterò a chiederne altri") e un'Europa dai "confini umani". Tra i punti toccati dalla presidente in pectore c'è infatti il nodo migranti: "Il Mediterraneo è diventato elle frontiere più letali al mondo. In mare c'è l'obbligo di salvare le vite".

Dunque "dobbiamo salvare le vite umane", ma anche "ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti". Von der Leyen propone "un nuovo patto per la migrazione e l'asilo" e il "rilancio della riforma di Dublino". Cosa che "consentirà di tornare ad una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità, sicurezza e libertà". In tema di immigrazione il ministro della Difesa della Germania si impegna poi a "rafforzare l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera", con un corpo di "10mila guardie Frontex", al massimo entro il 2024. 


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