Sport, 24 giugno 2019

“HCAP, troppe competizioni. Lugano, servirà pazienza”

L’ex giocatore e tecnico Roberto Mazzetti fa il punto sulle due ticinesi

LUGANO/AMBRÌ - Pungente, irriverente (e molto scomodo, a volte), infine mai banale: l’ex giocatore e allenatore ticinese Roberto Mazzetti oggi fa il punto della situazione su Lugano e Ambrì Piotta. L’inizio della stagione è ancora lontano, è vero, ma l’interesse per l’hockey e le nostre due squadre è sempre vivo. Partiamo allora dalla società bianconera.

La convince il nuovo corso?
Un famosissimo personaggio disse:” “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.” Positivo è il fatto che vi sia stata un’analisi della struttura del club e si è riusciti a capire che il mondo s’evolve e dunque prima dal punto di vista societario ed in seguito sportivo s’è ribaltato il passato procedendo ad una riorganizzazione. In tutti noi v’era curiosità ed attesa per la scelta dei ruoli all’interno della famiglia bianconera. Svariate le possibili proposte conclusasi con la scelta di una ristretta cerchia di papabili che ruotano da anni attorno alla presidentessa, dunque innovazione nel segno della continuità, fatto questo che comporta i suoi pro e i suoi contro.

Marco Werder…
Dal punto di vista amministrativo penso che la società svolgesse già in passato un buon lavoro che è stato completato definendo compiti e di conseguenza responsabilità ben precise facenti capo ad un CEO nuovo nel ruolo ma “assuefatto” all’ambiente, fatto questo che potrebbe limitare l’innovazione mantenendo la tradizione. Interessante sarà vedere come Marco Werder riuscirà a far prevalere l’interesse sportivo a quello di tifoso bianconero.

Sami Kapanen…
Per la parte tecnica il finlandese Sami Kapanen non si discute per il passato di giocatore ma bisognerà lasciagli un po' di tempo per adattarsi alla realtà luganese visto che si trova una squadra già assemblata e lui non è che abbia un’enorme esperienza come allenatore anche se avrà il supporto d’un uomo navigato come lo svedese Stefan Nyman.

Il fatto che la squadra l'abbia fatta il vecchio DS suona un po' strano.
Le responsabilità vanno suddivise tra società e DS: con contratti a media – lunga scadenza era quasi impossibile ristrutturare la rosa. Alcuni acquisti dello scorso anno lasciano ancora l’amaro in bocca. Giocatori come Timo Haussener, Benoit Jecker e gli stranieri non hanno reso secondo le aspettative, vedremo quest’anno come lo staff tecnico riuscirà a far resuscitare questi e altri giocatori.

È nostra opinione che Habisreutinger l'abbiano cambiato solo su pressione popolare (vedi minaccia di mancato rinnovo dell’abbonammento) e dopo i continui attacchi della stampa. Che ne pensa?
Sicuramente è stato un tema che ha posto in seria difficoltà la dirigenza bianconera, ma penso che la tempistica non sia stata adeguata alla reale situazione sportiva; non hanno interpretato in modo corretto l’attività svolta e gli obiettivi che l’ex DS doveva raggiungere e dunque mi sembra abbastanza evidente che abbiano fatto di tutto per mantenerlo.

Domenichelli è l’uomo giusto al posto giusto?
Il tempo sarà giudice; il passaggio da consigliere ed amico dei giocatori a direttore sportivo di un club del calibro come HCL porterà in lui sicuramente dei cambiamenti. Hnat ha, a differenza del suo predecessore, eccellenti qualità di comunicazione e diplomazia ma iniziando la sua attività a scelte compiute, vedi CEO, allenatore scelta stranieri e portiere, per quest’anno dovrà rattoppare eventuali buche e preparare serenamente il futuro. Sono curioso di vedere quali peculiarità avranno i giocatori che sceglierà e se riuscirà ad utilizzare oltre la tecnica anche il “fisico”!

Il Lugano sembra meno attrattivo: ai tempi uno come Rathgeb sarebbe venuto di corsa...
Yannick Rathgeb, difensore destro d’ottime qualità offensive ma forse un doppione con altri difensori già presenti in rosa, Loeffel – Riva, non presenta secondo me le qualità del difensore “roccioso” del quale l’HCL avrebbe bisogno; probabilmente si è fatta una scelta tecnica... chiaro che in caso d’abbondanza Yannick avrebbe fatto più che comodo, cosi come il nazionale U20 Simon Le Coultre passato al Ginevra.

E Hofmann che va a Zugo? Il Lugano ha forse deciso di ...risparmiare?
Di primo acchito risponderei di si ... ma in questo caso si è in due a trattare e forse la scelta di Grégory è stata condizionata oltre che da lusinghe finanziarie probabilmente anche a motivi sportivi; ritengo lo Zugo uno dei favoriti alla conquista del titolo.

Possiamo dire che il club adesso non è più nella prima fascia, superato da Zugo, Bienne e pure Losanna?
I tempi sono cambiati, i budget a disposizione di papa Geo erano completamente diversi rispetto a quelli odierni e l’economia locale marciava ad un altro passo. La società, non dimentichiamoci, ha pianificato un progetto basato sullo sviluppo dei giovani e di conseguenza cerca d’essere coerente, chiaramente bisogna saper leggere la situazione: se è veramente così o se per convenienza finanziaria.

Che stagione prevede?
Al Lugano auguro una stagione nella quale riesca a far vacillare le favorite ed un numero maggiori di vittorie tra i quattro angoli della Corner Arena. Il tutto, per svariati motivi, non sarà però così semplice. In bocca al lupo. Raggiungere uno tra i primi quattro posti sarà un exploit, la normalità tra il quinto e l’ottavo, la delusione per le altre posizioni.

Veniamo all’Ambri: confermarsi sarà dura. Kubalik non c'è più, Conz è out sino ad autunno inoltrato...
In Valle sanno benissimo quali siano le potenzialità sia economiche che sportive, Luca Cereda lo ripete perennemente e dopo gli exploit degli ultimi anni proveranno ancora a sorprendere sapendo che l’obiettivo primordiale e vitale è il mantenimento nella massima Lega. La perdita di due punti di riferimento della passata stagione non sarà facile da compensare; se la sostituzione di Dominik mi sembra alla portata, anche se non dello stesso livello, quella del portiere è una bella gatta da pelare poiché bisognerà definire se cercare uno straniero o meno. E poi al rientro, difficilmente si potrà contare sull’ottimo Conz avuto nello scorso campionato. Le scelte non mancano ma chiaramente bisognerà far quadrare il cerchio ...

Cereda e Duca sono la forza del club?
I due ragazzi della Valle sono riusciti con modestia e razionalità a raddrizzare un club che aveva perso il bandolo della matassa, chiaramente molte decisioni sono influenzate dalle loro prese di posizione. Negli ultimi anni non possiamo rimproverare a loro scelte non azzeccate, come invece è capitato altrove. Sono professionisti seri che lavorano essenzialmente con il buon senso e tanto spirito della Valle, oltre che una riconosciuta conoscenza hockeystica e razionalità. Per il presidente Lombardi una delle scelte più azzeccate nella sua attività di Boss.

Con pochi soldi da spendere, saranno ancora le idee a fare la differenza?
Il budget è ulteriormente diminuito dunque l’intraprendenza e la sagacia del duo Cereda – Duca dovrà escogitare nuove strategie per proseguire l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni, ma come già affermato il terzo anno non è mai facile.

L'HCAP e i giovani: scommessa vinta con il Biasca?
L’avventura Rockets, iniziata bene con Cereda ed un certo numero di atleti di qualità, ora che lo sviluppo dei giovani in tutto il cantone ha avuto, negli ultimi anni una fase di stagnazione, basta vedere le classifiche degli Juniori Élite e dei Novizi, manca dunque un certo serbatoio che riesca a fornire alla squadra del presidentissimo Mottis un quantitativo e qualitativo numero di giocatori; la collaborazione con Davos ne è la dimostrazione. L’organizzazione della formazione giovanile in Ticino va ristrutturata al fine d’ottenere una formazione che riesca a fornire giocatori di qualità alle prime squadre e qui penso che un’unione delle forze a livello di Juniori Élite sia più che auspicabile. Quest’anno i Rockets hanno sormontato mille difficoltà amministrative, ma con orgoglio si ripresentano con la novità di due stranieri, spero giovani ed ecclettici, che dovrebbero essere di stimolo a tutto l’ambiente ed un nuovo allenatore Alex Reinhard ottimo formatore ma che dovrà adeguarsi alla nuova situazione. La scommessa sarà vinta se disputeranno un campionato a metà classifica.

Come gestire ad Ambrì l'euforia per l'ottimo risultato della stagione scorsa?
Ci penseranno Luca e Paolo a riportare tutti con i piedi ben saldi per terra, loro sono ben coscienti di ciò che gli aspetta, inoltre con tutte le competizioni che dovranno affrontare avranno poco tempo per divertirsi! Personalmente reputo il carico delle quattro competizioni, campionato, Champions, Spengler e Coppa Svizzera, sia eccessivo considerando il budget societario e il numero di giocatori a disposizione dello staff tecnico. Raggiungere i play – off sarà un risultato eccezionale.

M.D.

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