Svizzera, 22 giugno 2019

Richiedente l'asilo aveva abusato di tre donne (di cui una bambina di sei anni), condannato a 4 anni e mezzo di carcere

Aveva abusato di minorenni, di cui la più giovane aveva appena sei anni all'epoca dei fatti, e per questo un richiedente l'asilo residente nel canton Vaud dovrà scontare quattro anni e mezzo di carcere. Scontata la pena non sarà tuttavia espulso, in quanto la legge sulle espulsioni non era ancora in vigore quando l'uomo ha commesso i fatti per cui è stato condannato, ossia nel 2011.

L'uomo, 29enne africano, era in detenzione preventiva da due anni e dovrà quindi rimanere in carcere altri due e mezzo. Il tribunale penale di Losanna lo ha condannato per atti sessuali su minori, atti sessuali su persone incapaci di discernimento, sfruttamento dello stato di bisogno, falsificazione di documenti e incitamento al soggiorno illegale. L'accusa di stupro invece non è stata mantenuta dalla corte.

"È un sottile predatore sessuale. Ha imparato l'arte di acquisire sicurezza per soddisfare i suoi impulsi. Ha sempre trovato le parole per superare la resistenza delle sue vittime", ha detto il presidente della corte. La sua condanna è stata fissata tenendo conto del rischio di recidiva ritenuto elevato e della mancanza di consapevolezza della persona condannata.

La sua più giovane vittima, in relazione alla quale erano state poste le accuse più pesanti, come detto aveva 6 anni al momento dei fatti, nel 2011, mentre il 29enne risiedeva ancora in un centro d'accoglienza. "La sua colpa non è in dubbio", secondo i giudici.

Sempre nel 2011 l'uomo fu accusato di pratiche simili con una ragazza di 16 anni, la sorella della sua ex moglie. E anche in questo caso, lo stupro non è stato mantenuto, un dubbio sussistente sulle dichiarazioni della giovane donna, che aveva ammesso di aver avuto una relazione intima con il detenuto.

Due anni dopo, fu sospettato di aver usato rituali africani per permettersi di toccare e penetrare, in diverse occasioni, una terza vittima, la propria nipote. Anche in questo caso lo stupro non è stato trattenuto, poiché la vittima ha finalmente assunto la pratica, ma il tribunale ha ritenuto l'uomo comunque colpevole di sfruttamento dello stato di bisogno.

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