Ticino, 12 giugno 2019

Bellinzona, "naturalizzazioni facili, quo vadis?"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lelia Guscio, capogruppo Lega dei Ticinesi in Consiglio comunale a Bellinzona

ll Consiglio comunale di Bellinzona, durante la sua seduta di fine maggio ha votato ben 21 messaggi di naturalizzazioni, comprendenti una trentina di candidati. Questo rappresenta la coda delle richieste inoltrate prima dell’inasprimento dei criteri previsto dalla nuova legge sulla cittadinanza. Lo stesso legislativo ha, sorprendentemente, bocciato una richiesta di naturalizzazione a fine febbraio.

Una domanda che era stata inoltrata già parecchi anni fa e non aveva mai superato lo scoglio del legislativo. Questa volta c’era persino il preavviso negativo da parte del Municipio (cosa più unica che rara) e di conseguenza la maggioranza del Consiglio comunale ha votato a favore del preavviso municipale e del rapporto della commissione della legislazione. Stranamente, la stampa e i portali non hanno riportato la notizia, forse perché scorretto politicamente in quel periodo di elezioni. Ma tant’è.

Nella fattispecie, la candidata presentava, malgrado un periodo lungo di soggiorno nel nostro Cantone, gravi lacune linguistiche. Ma ancora troppo spesso la scarsa conoscenza linguistica, la mancata integrazione nel tessuto e nella cultura del nostro paese, il mancato rispetto delle leggi e delle usanze svizzere nonché la scarsa comprensione della realtà ticinese e svizzera, non vengono considerati allorché si decide sulla richiesta del passaporto rossocrociato. Auspico pertanto che nel futuro prossimo i commissari delle commissioni legislazione e/o ricorsi siano in grado di analizzare in modo approfondito i motivi e soprattutto i requisiti per ottenere il passaporto svizzero.

Anche se mantenere il passaporto del paese d’origine è previsto dalla legge, abbandonare un secondo o addirittura terzo passaporto potrebbe rappresentare un segno tangibile di attaccamento e di integrazione verso il paese che li accoglie. Difatti, anche se si spera vivamente che la cittadinanza elvetica sia richiesta solo da coloro che dimostrano di esserne meritevoli, l’assalto alla diligenza è tuttora in atto e non accenna a placarsi.

*Edizione del 9 giugno

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