Svizzera, 29 aprile 2019

Galeotti stranieri, Quadri: "Basta scuse. Spiegate quanto ci costano!"

*Dal Mattino della Domenica. Di Lorenzo Quadri

Ma come, non dovevano essere tutte balle della Lega populista e razzista? Da uno studio commissionato dall’inutile Consiglio d'Europa sulla popolazione delle strutture carcerarie europee e realizzato da due ricercatori deirUniversità di Losanna, è emerso che in Svizzera il 71.4% dei galeotti è straniero. La media europea dei detenuti stranieri è invece del 15.9%. Tra la nostra realtà e la media continentale, dunque, c’è un abisso. Con la sua percentuale spaventosa, la Confederella si situa al quinto posto della classifica dei paesi con più delinquenti stranieri nelle proprie prigioni. Prima di noi troviamo solo microstaterelli quali: Principato di Monaco, Andorra, Liechtenstein e Lussemburgo. Da notare che i detenuti beneficiari di naturalizzazioni facili vengono conteggiati come 'svizzeri'; sicché le statistiche dei carcerati stranieri nelle galere rossocrociate risultano abbellite artificialmente. La realtà è dunque ancora più grave di come viene presentata. Ricordiamo inoltre che all'Hotel Stampa, la percentuale di detenuti stranieri, a seconda dei periodi, supera anche l'80%. Apperò! 8 galeotti d’importazione su 10! Stop pippe mentali Come spiegano queste cifre allucinanti i ricercatori di Losanna? Non potendosi esimere dal citare l’altissima percentuale di stranieri presente in Svizzera (oltre un quarto della popolazione, ed anche qui il dato risulta taroccato dalle naturalizzazioni facili) gli illuminati accademici tentano poi di svicolare producendosi nella prevedibile infilata di pippe mentali su fattori legati all’età, alla posizione geografica, eccetera. Del resto, come sempre, lo studio deve risultare gradito al committente. Altrimenti, addio mandati per il futuro. Ed essendo il committente il Consiglio d’Europa... Non serve l’università... Cari signori, ma chi pensate di prendere per il lato B? Non serve essere andati all’università (nemmeno a quella di Losanna) per capire come stanno le cose. Se gli stranieri in Svizzera sono un quarto della popolazione, ma nelle carceri sono i tre quarti, è ovvio che la propensione a commettere reati gravi tra gli immigrati è molto più elevata che tra gli svizzeri. Già,
reati gravi; mica furti di ciliegie. Dalle nostre parti, prima di finire dietro le sbarre, bisogna averla combinata davvero grossa. A meno di essere qualche sfigato automobilista incappato nelle maglie di Via Sicura. Traduzione: a causa della deleteria politica delle frontiere spalancate, voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, ci siamo riempiti di delinquenti stranieri. Altro che “immigrazione uguale ricchezza”! Questa foffa ha trovato in Svizzera il Pese del Bengodi. Grazie al buonismo-coglionismo istituzionale, le condanne sono miti, le carceri dotate di ogni comodità e simili ad alberghi (con tanto di menù a scelta e palestre) ed il rischio di espulsione basso. Perché ci pensano i legulei dei tribunali a sabotare le espulsioni degli stranieri che delinquono, malgrado siano state decise dal popolo. A tal proposito, teniamo sempre ben presente che, se la Svizzera dovesse firmare lo sconcio accordo quadro istituzionale, così come vuole il triciclo PLR-PPD-P$$, non potremmo più espellere nessun delinquente se questo è cittadino UE. Inoltre: non c’era bisogno di uno studio universitario per scoprire la percentuale di stranieri nelle carceri svizzere, peraltro già nota da tempo (sono anni infatti che il Mattino “populista e razzista” ne scrive). Basta consultare le statistiche: attività, questa, alla portata anche del Gigi di Viganello. La domanda da porre A degli universitari si sarebbe semmai potuto e dovuto domandare di svolgere un calcolo, nemmeno dei più complicati. Ovvero: quanto costano questi detenuti stranieri al contribuente svizzero? Si chiede il costo globale, compreso quello delle infrastrutture. Cioè delle prigioni che, di fatto, vengono costruite solo per i delinquenti stranieri. In questo modo si metterebbe in evidenza, con tanto di cifre, la necessità impellente di far sì che i delinquenti stranieri scontino la pena a casa loro. Per raggiungere tale obiettivo occorre però sottoscrivere i relativi accordi internazionali. Chiaro il messaggio, consiglieri federali PLR Ignazio KrankenKassis (ministro degli Esteri) e Karin Keller Sutter (KKS), ministra di Giustizia? Altro che calare le braghe davanti alla fallita UE e fare campagna elettorale per l’ex partitone, oltretutto con scarsi risultati!

*Edizione del 28.4.2019

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