Ticino, 07 aprile 2019

Sempre più svizzeri nella palta intanto la casta pensa ai Rom

Sempre meglio: l’associazione per la pianificazione del territorio “Espace Suisse” e la Fondazione “Un futuro per i nomadi svizzeri” di recente sono usciti alla ribalta (?) con una richiesta di quelle di cui si sentiva proprio la mancanza. Ossia, creare più aree di sosta per i nomadi!

Geniale: sarebbero questi i problemi del paese? Aumentare le aree di sosta per i nomadi, che poi – come l’esperienza, anche ticinese, insegna – vengono lasciate in stato pietoso, con immondizia ed escrementi ovunque, che qualcuno ovviamente deve provvedere a pulire? E non si chiedono un paio di aree di sosta. A dar retta alle due associazioni dai fastidi grassi, infatti, “mancherebbero attualmente 40 posti di passaggio per soggiorni di breve durata, 25 posti invernali ed una manciata (?) di posti di maggiori dimensioni (?) per i nomadi stranieri”. Apperò!

“Parte integrante”?

Qui qualcuno dev’essere caduto dal seggiolone da piccolo. E non dimentichiamo una cosa. Logica vuole che le aree di sosta vadano fatte laddove ci sono i transiti. Visto che questo sfigatissimo Cantone, come noto, si trova sull’asse di transito Nord-Sud, indovinate un po’ chi si dovrebbe cuccare la maggior parte delle nuove aree di sosta per zingari? Forse i ticinesotti?
Da notare poi che i camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno avuto la brillante idea di dichiarare che Rom stranieri (!) sono parte integrante della società svizzera e che “bisogna lottare contro il razzismo”.

E già: perché constatare – si tratta di dati di fatto - che i Rom si installano abusivamente su terreni altrui, che alla partenza li lasciano conciati da buttar via, e che magari durante la permanenza commettono pure reati nelle vicinanze, sarebbe razzismo.
E’ il massimo: il governicchio federale manda i ticinesi allo sbaraglio con la devastante libera circolazione delle persone; però si preoccupa dei Rom stranieri.

Senza autorizzazioni

Non è finita: secondo lo studio commissionato da Espace Suisse e dalla “Fondazione pro-nomadi”, sarebbe prioritaria l’offerta di aree di sosta “spontanee”. Trattasi – udite udite – di soste di fino a quattro settimane di durata (!), su un terreno ad esempio di proprietà di un contadino (!), senza necessità di richiedere autorizzazioni. Cosa, cosa? Il comune cittadino svizzero, che paga le tasse, punto primo non può permettersi di entrare in casa d’altri (neanche nei campi altrui) senza permesso, punto secondo per occupare anche solo un metroquadro di area pubblica, non fosse che per mezza giornata, per un qualsivoglia evento, deve chiedere i relativi permessi al Comune e pagare la tassa di occupazione dell’area pubblica.

Ed invece dei Rom stranieri si dovrebbero poter accampare
per un mese su terreni privati o pubblici “come se niente fudesse”, senza bisogno di chiedere niente a nessuno? Questa è una clamorosa discriminazione dei cittadini elvetici. E’ evidente che non siamo per nulla disposti ad accettarla. Se in Svizzera ci sono politicanti a tal punto imbesuiti dal multikulti da uscirsene con simili “cagate pazzesche” (cit. Fantozzi), niente di strano che la nazione vada a rotoli.
Intanto i cittadini…

Evidentemente, e per fortuna, la maggioranza della popolazione non ci sta a costruire i ponti d’oro ai nomadi che la casta spalancatrice di frontiere pretenderebbe.
Nel Canton Berna, il 76,4% dei cittadini ha approvato la nuova legge sulla polizia che regola le espulsioni degli zingari che campeggiano su un terreno privato o comunale senza l’autorizzazione del proprietario.

Nel Canton Neuchâtel, la legge sul soggiorno dei nomadi prevede la riscossione di cauzioni all’arrivo, che possono poi venire incassate se gli “ospiti” al momento della partenza non lasciano gli spazi puliti ed in ordine. Del resto, è il minimo che si possa pretendere. Eppure l’inutile Commissione federale contro il razzismo ha avuto il coraggio di mettersi a starnazzare! Ennesima dimostrazione che questa Commissione va abolita subito: è confermato che serve solo ad inventarsi problemi di razzismo dove non ce n’è l’ombra. E questo, va da sé, mentre tace omertosa sul razzismo importato da migranti – spesso e volentieri migranti economici – parecchi dei quali sono razzisti, antisemiti, sessisti, omofobi, eccetera. E trasferiscono in casa nostra i loro conflitti etnici, tramandandoli pure alle nuove generazioni: altro che “integrazione”!

Siamo qui in troppi

Inutile dire poi che le due associazioni (Espace Suisse e fondazione “pro-nomadi”) pretendono pure delle operazioni di “sensibilizzazione” in grande stile, vale a dire di lavaggio del cervello al popolazzo, a sostegno della presenza dei nomadi in Svizzera. Il tutto naturalmente a spese del contribuente. Un po’ come il demenziale Patto ONU sulla migrazione (Global Compact), che prevede da un lato una massiccia propaganda di regime proimmigrazione clandestina, dall’altro provvedimenti censori ai danni dei media rei di non riferire in modo abbastanza compiacente sui migranti.

Un’associazione che si occupa di pianificazione territoriale quale Espace Suisse dovrebbe semmai preoccuparsi di limitare l’immigrazione. Perché siamo qui in troppi: e le conseguenze, evidentemente, si scontano anche in campo di cementificazione del territorio.

Lorenzo Quadri / MDD

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