Sport, 03 marzo 2019

Un risveglio in verde: Lugano che fatica, Ambrì che gioia

Nonostante i due 1-3 incamerati ieri sera, entrambe le ticinesi sono sicure di prendere parte alla post season che conta: un cammino lungo e faticoso da cui occorrerà imparare molto

LUGANO – Il dado è tratto, i conti sono fatti e ora bisogna solo capire chi saranno le avversarie. Ma una cosa è certa: Ambrì e Lugano saranno ai playoff. Entrambe sconfitte per 1-3 ieri sera in trasferta, entrambe hanno approfittato del KO del Friborgo, per poter gioire, per potersi tingere di verde e per poter iniziare a concentrarsi in maniera più serena sui giochi che davvero contano.

Il capitombolo di Zugo non ha impedito ai ragazzi di Cereda di tornare a sedersi al tavolo dei grandi dopo cinque lunghi anni di attesa. Un ritorno, quello nei playoff, decisamente meritato per quanto fatto fin qui in regular season. Trascinato dalle reti di Kubalik, da quelle di Zwerger e dall’affinità della prima linea completata da Müller, l’Ambrì ha rischiato di tremare e di sciogliersi quando il primo blocco – nell’ultimo mese – ha iniziato a scricchiolare e a non trovare più le giuste misure. È stato D’Agostini l’uomo in più nel finale di stagione, oltre a Conz che spesso su tutto l’arco della stagione si è dimostrato decisivo, e questo fa ben sperare in vista dei quarti di finale. Chiaro che se dovesse capitare o il Losanna, o il Bienne allora l’impresa sarebbe fattibile…

Discorso che vale, invece, fino a un certo punto anche per il Lugano. Evitare Berna e Zugo, battendo gli Orsi lunedì entro i regolamentari e sperando in una non vittoria entro il 60’ dell’Ambrì, non sarebbe certo male, ma risulta difficile visto che i leventinesi ospiteranno il Rapperswil… ma in fondo non sarebbe giusto! Non per essere cattivi, ma è innegabile che i bianconeri si ritrovino in questa situazione per colpe e mancanze loro. Sia di squadra, che societarie. Oltre metà stagione vissuta sotto la linea, con una difficoltà cronica nella prima parte di stagione a vincere lontano dal Ceresio… tendenza ribaltata poi con un’infinità di KO casalinghi, intervallati da vittorie esterne. Un rebus allenatore mai risolto in maniera chiara da una dirigenza immobile, un’indecisione tattica con la difficile convivenza Ireland/Klasen (lo svedese sul finale è stato decisivo), degli stranieri apparsi in difficoltà su tutto l’arco del campionato, e non rinforzati col mercato,  e una tenuta mentale molto flebile: con queste basi di partenza, la qualificazione ai playoff è già grasso che cola!

Chiaro, il Lugano è capace di fare di tutto, anche di ritrovarsi davanti Orsi o Tori e fare la pelle a entrambe, ma è innegabile che il ruolo degli sfavoriti toccherebbe senza dubbio ai sottocenerini che, per potersi qualificare ai playoff con una giornata di anticipo, hanno dovuto benedire il calendario (lunedì ci sarà Ginevra-Zurigo, quindi solo le Aquile – che hanno scontro diretto favorevole – o i Lions potranno qualificarsi ai prossimi playoff) e la sconfitta rimediata ai rigori dal Friborgo che, a causa della classifica avulsa è automaticamente ai playout. Una situazione che anche il Lugano ha seriamente rischiato di vivere…

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