Ticino, 04 febbraio 2019

Rückert: "Fuggi fuggi dal Tecnopolo - Tutto vero o preoccupazioni eccessive?"

La deputata leghista Amanda Rückert interroga il Governo ticinese sulla situazione del Tecnopolo

Onorevole signor Presidente del Consiglio di Stato,
Onorevoli Consiglieri di Stato,

Fuggi fuggi dal Tecnopolo che perde fascino” è il titolo di un articolo apparso sull’edizione de Il Caffè di domenica 27 gennaio, il quale evidenzia come all’entrata della sede della struttura di Manno siano oggi presenti le targhe di 40 aziende, ma che molte di queste ormai non sarebbero più ivi ubicate, mentre altre vi avrebbero unicamente una sede di rappresentanza. Dalla lettura dell’articolo, non è possibile comprendere con esattezza quante aziende abbiano effettivamente ancora sede presso il complesso Dal sito ufficiale si ricava il dato più recente, secondo il quale le aziende presenti a Manno sarebbero 21.

Il Tecnopolo Ticino è stato inaugurato nel mese di maggio 2014 ed è stato definito un progetto strategico, inserito nel programma di politica economica regionale del Canton Ticino, idealmente sede di start up, che permette a giovani aziende innovative e a imprenditori di svilupparsi in un ambiente unico, consolidando collaborazioni e sinergie. Le basi dell’iniziativa sono senz’altro state lodevoli e la struttura è stata fortemente voluta anche dalla politica: in un Ticino che vuole crescere, essere sede di impresa, di innovazione e di imprenditorialità, strutture come quella del Tecnopolo sono essenziali. Esse devono però potersi muovere con delle basi che consentono loro di essere fonte di successo e non uno spreco di risorse, pubbliche e private.

Il Tecnopolo è gestito dalla Fondazione Agire, la quale svolge su mandato cantonale il ruolo di coordinamento del sistema regionale dell’innovazione del Ticino. Il ruolo del Cantone all’interno della fondazione e del Tecnopolo è visibile anche nella misura in cui vice presidente della Fondazione Agire è il Direttore della Divisione dell’economia: l’impegno pubblico non è quindi di secondo piano.

Tra le varie criticità che emergono dall’articolo vi è l’opinione di alcuni imprenditori, secondo i quali uno dei problemi principali per le start-up che hanno o che vorrebbero trovare casa presso la struttura di Manno, vi è l’aspetto burocratico: il Tecnopolo è legato allo Stato e spesso i tempi della politica non sono sincronizzati con quelli dell’impresa, ma al Tecnopolo c’è troppa burocrazia e infine “non sempre una start up possiede documenti e requisiti come quelli che vengono richiesti per entrare a Manno. Quando una azienda nasce non ha magari ancora i parametri necessari, serve tempo. E dunque servirebbe più elasticità, soprattutto se la nuova iniziativa viene da imprenditori già presenti al Tecnopolo”. È questa l’opinione di uno degli imprenditori intervistati dal domenicale.

L’edizione de Il Caffè del 3 febbraio torna sul tema con un reportage, secondo il quale al Tecnopolo di Manno vi sarebbe un costante rallentamento dell’innovazione, mentre il bilancio delle aziende presenti sarebbe negativo: negli anni, le partenze hanno nettamente superato i nuovi arrivi. L’articolo evidenzia le cifre ricavate dal sito ufficiale della struttura e conclude indicando che negli ultimi due anni a fronte di 26 partenze, solo 5 nuove aziende si sono insediate nella struttura di Manno.

Tra i numeri preoccupanti e i messaggi di fiducia e speranza espressi da alcuni membri del Consiglio di fondazione della Fondazione Agire intervistati dal domenicale,  le conclusioni lasciano una sensazione a tinte chiaro-scure. Per questa ragione, alla luce dell’importante ruolo che riveste anche il Canton Ticino all’interno della struttura e delle risorse pubbliche allocate nella stessa, si chiede a codesto lodevole Consiglio di Stato di prendere posizione in merito agli interrogativi sollevati dagli articoli, rispondendo alle seguenti domande:

1. Al di là della presenza istituzionale all’interno della Fondazione Agire, quale è il ruolo attivo che riveste lo stato, rispettivamente la Divisione dell’economia e il Dipartimento delle finanze e dell’economia nelle scelte operative ed insediative attorno al Tecnopolo?

2. In termini finanziari, dalla sua nascita ad oggi, a quanto corrispondono le uscite corrisposte dal Canton Ticino a favore del Tecnopolo e dei suoi progetti? Il Cantone ha conferito risorse anche nella struttura stessa?

3. Per il Canton Ticino e ad oggi, il bilancio relativo alla presenza del Tecnopolo in Ticino può dirsi soddisfacente e positivo? In termini di ricadute sull’economia e sull’indotto è possibile avere cifre e valutazioni?

4. Una delle criticità evidenziate dagli imprenditori intervistati dal domenicale tira in causa direttamente il ruolo dello Stato, sostenendo che uno dei problemi principali sia legato all’eccesso di burocrazia per poter accedere alla struttura, spesso non sostenibile per una start up. Che posizione può prendere il Governo in merito? Condivide la critica? In caso affermativo, è intenzione del Governo attivarsi concretamente per rendere meno burocratico e oneroso l’accesso alla struttura, in modo da renderla più attrattiva, proponendo se caso anche al Parlamento eventuali adeguamenti legislativi?

5. Quale è l’opinione del Governo in merito al drastico calo di start up presenti al Tecnopolo nel corso degli anni?

Per il Gruppo parlamentare della Lega dei ticinesi
Amanda Rückert

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