Ticino, 01 febbraio 2019

Nuovo canone, altre sorprese. Bühler: "Una truffa da 600 milioni di franchi"

“Che le cose non siano iniziate bene per Serafe lo abbiamo visto tutti, errori, inadempienze, servizio clienti carente...Ma l'UFCOM, non contento, ha deciso di metterci una bella cigliegiona sulla torta: nel 2019 11 economie domestiche svizzere su 12 pagheranno la bellezza di 600 milioni in più! Chiunque pagherà dal mese di febbraio in poi il canone completo di CHF 365.-, ciò che è chiamato a versare nei mesi precedenti è un surplus a beneficio di chi riceve i proventi del canone (SSR in primis) e delle loro “necessità”. Ma certo, i bilanci delle emittenti radiotelevisive sono più importanti di quelle delle famiglie svizzere, dove ben 11 famiglie su 12 si ritroveranno a sborsare ben più di quanto è dovuto”.

Inizia così il post Facebook di Alain Bühler contro la nuova società di riscossione del canone. “Ci si chiederà se è possibile dedurlo dalla tassa del 2020? Nossignore, il reso di quanto versato in più è previsto alla fine di tale sistema di riscossione o se si parte per l'estero (pare, io non garantisco...). Praticamente bisogna pagare il surplus per riceverlo indietro in un futuro remoto quando questo sistema di riscossione terminerà”.

“Eppure Doris Leuthard era stata chiara durante la campagna per il voto su #NoBillag, si pagherà 365.- all'anno, quindi, 1.- al giorno per un totale di 1.3 miliardi di Franchi l'anno. Qui parliamo di 1.9 miliardi nel 2019 che non verranno resi”. E ancora: “Balle Signori! Una menzogna bella e buona che peserà sui conti di svariate famiglie per le quali il canone rappresenta già un peso non da poco. Vi potrei dire: ve l'avevo detto. Ma piangere sul latte versato non serve a nulla”.

“C’è – continua Bühler nel suo post – però una soluzione per non sborsare gran parte del surplus che Berna ci impone (io pagherò il canone intero ad agosto 2019). Non dovete far altro che chiedere sulla fattura annuale (solo su quella globale da 365.- che riceverete durante l'anno) il pagamento trimestrale. In questo modo nel corso del 2019 pagherete su per giù ciò che effettivamente è richiesto, certo che è una magra consolazione doversi difendere con dei “trucchi” dall'ingordigia dello Stato e del suo parterre mediatico”.

“Questo è un altro tassello che andrà ad aggiungersi ad altri e in un futuro non troppo lontano, quando i cittadini si esprimeranno nuovamente sul tema canone radiotelevisivo, forse le cose non andranno come sono andate il 4 marzo scorso. Questa, però, è una storia interessante che vi racconteremo un po’ più in là. Anche perché chissà? Magari il Parlamento, quando finalmente tratterà la nuova legge sui media e la futura concessione SSR, ci sorprenderà opererando dei correttivi…”.

“No – conclude ironico –, scusate sto scherzando. Si è mai visto un simbionte recidere il proprio legame vitale? È venerdì anche per me…”.

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