Svizzera, 27 gennaio 2019

Grazie ai giudici stranieri, i terroristi islamici restano

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo blocca l’espulsione dei seguaci dell’Isis

Per criminalizzare l’iniziativa “Per l’autodeterminazione“, detta anche “contro i giudici stranieri“, su cui si è votato lo scorso 25 novembre con esito purtroppo negativo, la casta eurolecchina ci ha disintegrato ad oltranza i cosiddetti evocando ipocritamente il rischio di espulsione della Svizzera dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La quale è stata spacciata come l’ultimo baluardo contro la trasformazione del nostro Paese in una dittatura nazifascista ad opera – ma guarda un po’ - degli spregevoli populisti. Come se i diritti umani non fossero già contemplati dalla nostra Costituzione federale, e questo da un sacco di tempo. Non abbiamo alcun bisogno di organismi internazionali del piffero per garantire il rispetto dei diritti dell’uomo in casa nostra: la partitocrazia e la casta internazionalista se lo ficchino bene in zucca.

Passato e presente

Il terrorismo di regime condito da grottesche “fake news”, o balle di fra’ Luca che dir si voglia, ha purtroppo pagato. L’iniziativa “per l’autodeterminazione” è stata bocciata alle urne. Questa però – piaccia o no – è ormai acqua passata. Ben presenti sono invece le cappellate della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ovvero di quei giudici stranieri che tanto piacciono al triciclo PLR-PPD-P$$ e che la partitocrazia giudica indispensabili alla Svizzera.

I legulei multikulti della CEDU sono infatti riusciti, come scritto nelle scorse settimane, a decidere che la sensibilità dei cristiani si può offendere, ma quella dei musulmani no, sicché: censura in casa nostra in nome della pace religiosa (?). Un paio di settimane più tardi (vedi Mattino del 13 gennaio) hanno invece posto le basi per la creazione di un diritto (umano) alla sharia: se in Europa un musulmano vuole essere giudicato secondo la sharia, deve essere assecondato; a meno che il paese di residenza dimostri che “importanti interessi pubblici” lo impediscono.

Ed è sempre grazie all’ “irrinunciabile” Convenzione europea dei diritti dell’uomo che nelle scorse settimana abbiamo “scoperto” che ci teniamo in casa sei pericolosi terroristi islamici iracheni.

Ce li teniamo in casa poiché questa bella gente, se rimandata nel paese d’origine, potrebbe rischiare la condanna a morte. E quindi in base alla CEDU l’espulsione è impossibile: la decisione presa dalla Fedpol in tal senso è pertanto stata annullata.

Pericolo in Svizzera

In altre parole, grazie alla CEDU osannata dalla partitocrazia, non possiamo espellere sei pericolosi terroristi. I quali potrebbero benissimo passare all’atto in Svizzera, organizzando attentati con centinaia di morti. Il compito di tenerli d’occhio, mentre questi signori si muovono liberamente sul nostro territorio, ricade sui Cantoni di residenza dei sei terroristi: in concreto si tratta di Basilea città, Argovia e Sciaffusa. Il compito è quanto mai arduo.

A maggior ragione se si pensa che la nostra legislazione buonista-coglionista non contempla strumenti efficaci nel combattere l’estremismo islamico. Per questo possiamo ringraziare in prima linea la (ex) ministra del “devono entrare tutti” (adesso insediata a fare danni al Dipartimento dei trasporti) kompagna Simonetta Sommaruga ed i suoi burocrati sinistrati ed islamofili.

E poi la partitocrazia. Se questi sei terroristi iracheni commetteranno una strage in Svizzera, la colpa non potrà certo essere addossata ai Cantoni che sono costretti, loro malgrado, a tenerli sul loro territorio.

Nossignori: la colpa sarà della partitocrazia che ci sottomette ai giudici stranieri e che non vuole prendere misure atte a combattere seriamente il terrorismo islamico blaterando che “non si può discriminare”.

Per non dimenticare

Cosa ne pensa il triciclo PLR-PPDP$$ delle “performance” della “sua” CEDU? Difendere i diritti dell’uomo significa forse mettere in pericolo la vita di migliaia di svizzeri per tutelare quella di sei terroristi islamici iracheni, gente per cui la vita degli “infedeli” (noi cristiani) non solo non vale nulla, ma va cancellata?

Altro che riempirsi la bocca con la fregnaccia della CEDU che sarebbe indispensabile alla salvaguardia dei diritti umani in Svizzera.

Dopo questa vicenda, se la partitocrazia avesse a cuore gli interessi del Paese, dovrebbe chiedere l’uscita della Svizzera dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ma naturalmente ciò non accadrà.

Tuttavia, se i politicanti del triciclo immaginano che la gente al momento buono non si ricorderà di simili situazioni aberranti, forse hanno fatto male i conti. Le elezioni federali si avvicinano. E nei prossimi mesi - poco ma sicuro - i giudici STRANIERI della CEDU ci delizieranno con ancora altre prestazioni.

Lorenzo Quadri / MDD


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