Opinioni, 17 gennaio 2019

Piergiuseppe Vescovi - Polizie strutturate: un po’ di sano realismo

Lo scorso mese di novembre il Dipartimento delle Istituzioni ha convocato i diversi attori dei Corpi di polizia (Cantonale, Poli regionali e Strutturate) per presentare un modello di possibile riorganizzazione dell’intero Servizio. Va detto che l’attuale Legge di collaborazione data dal 2011 e che non tutti i corpi sono ancora riusciti ad adeguarsi.

Nel 2013 fu presentata una mozione che caldeggiava l’istituzione di un’unica polizia per l’intero territorio ticinese a seguito della quale venne istituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di ristudiare l’intera organizzazione del servizio, migliorare l’efficacia e la collaborazione. Ne è scaturito un rapporto al quale ha fatto seguito una consultazione che ha visto partecipare una sessantina di Comuni: le considerazioni espresse vanno dall’appoggiare la formazione di un’unica polizia al mantenimento dello stato quo. In questo ampio ventaglio di visioni il Dipartimento ha cercato di mediare per ottenere una proposta politicamente condivisibile che è appunto stata recentemente esposta.

Cerco di seguito di riassumerne i principali obiettivi:

- ridurre le attuali Regioni da 7 a 5, ma tendenzialmente a 4 (Mendrisiotto, Luganese, Bellinzonese e Valli, Locarnese) all’interno delle quali la polizia più importante, detta “Polo”, svolge funzione di referente per la Cantonale e supporta il lavoro dei corpi più piccoli, definiti “Strutturati”.

- affinare la suddivisione di compiti, competenze e responsabilità. In questo ambito la Magistratura caldeggia in particolare il trasferimento alle Strutturate del trattamento delle querele di parte, molto oneroso dal profilo del carico lavorativo.

- aumentare il numero degli effettivi delle Strutturate dai minimi attuali di 5 a 15 agenti più un comandante nel 2020 e a 20 nel 2015 al fine di garantire autonomamente il servizio sull’arco dell’intera giornata (24 ore) e settimana (7/7). centralizzare gli acquisti e uniformare i supporti informatici.

Ora, se sulla riduzione delle Regioni in vista anche di avere un’organizzazione a specchio con la Polizia cantonale e sull’uniformazione di acquisti e informatica si possa senza dubbio convenire, lo stesso non può dirsi per gli effettivi e l’attribuzione dei compiti. Ma andiamo per ordine.

Cominciamo col dire che chi è riuscito a plasmare un Corpo pienamente efficiente ma ad esempio di 10 unità, qual è il nostro, fatica a comprendere per qual motivo a così poca distanza di tempo si debba di nuovo mettervi mano. Un Corpo di polizia non è fatto di soli numeri e competenze ma necessita, come ogni team, anche grande coesione e affiatamento.

Coloro che sono confrontati con problematiche relative al personale ben sanno come queste siano molto difficili da gestire. E poi, se proprio si volesse compiere questo ulteriore salto, perché prevedere ancora due tappe andando a scombussolare a più riprese gli organici? Meglio sarebbe allora dire che ogni Strutturata deve raggiungere l’obiettivo di 20 agenti entro il 2025.

Rimango quindi fermamente dell’opinione che se è vero, come di pubblico dominio, che vi sono Corpi con manifesti problemi che si trascinano da anni, è verso quest’ultimi che bisognerebbe in primo luogo intervenire e non rimettere di nuovo in discussione l’intera organizzazione.

In secondo luogo, il dimensionamento dei Corpi va visto in funzione delle reali necessità del territorio che devono coprire: è chiaro che chi opera in un contesto cittadino o di confine ha ben altri problemi da affrontare rispetto a chi si trova in una realtà suburbana.

Definire quindi delle soglie numeriche generali non rappresenta di fatto un ragionamento oggettivamente corretto. Perché ad esempio esigere che ogni singolo corpo debba essere operativo sull’arco dell’intera giornata e settimana quando grazie alla collaborazione con i vicini questo obiettivo è già ora raggiunto? Che senso ha poi pretendere questo quando gli interventi notturni o domenicali si riducono a poche unità mensili? Senza un sostanziale ampliamento della giurisdizione è palese che ciò non risulterebbe minimamente giustificato e sostenibile.

Chiaro quindi che si colga la difficoltà di alcuni Corpi per puntare ad una sostanziale diminuzione del numero delle Strutturate. Si abbia allora la trasparenza di comunicarlo apertamente ma di dire anche che il tanto sbandierato criterio della prossimità verrà inevitabilmente relegato in un secondo piano.

Per quanto concerne i compiti ben venga l’orientamento verso una più precisa definizione degli stessi: in buona sostanza rispetto ad oggi verrebbero conferite alle Strutturate le competenze relative agli incidenti stradali con ferimento e ai furti con scasso.

Difficile però capire perché dovremmo assumerci, come auspicato dal Ministero pubblico le querele di parte, e si parla di diverse migliaia all’anno. Da una prima analisi da noi effettuata risulta infatti che, al di là delle specifiche competenze che bisognerà acquisire, il trattamento di un singolo caso potrebbe richiedere da 1.5 a 2 giornate lavorative.

A prescindere dal fatto che si tratta di compiti prettamente amministrativi, che esulano da quanto finora contemplato sotto il cappello di Polizia strutturata, questa mossa genererà costi non indifferenti. Senza ancora conoscere i potenziali numeri che potrebbero toccarci direttamente è facile intuire che per un Corpo di medie dimensioni potrebbe comportare un maggior onere dell’ordine del 20/30%.

E i Comuni giustamente vorranno sapere chi se ne farà carico: non basterà qui rimandare genericamente al declamato riordino dei flussi finanziari previsto da Ticino 2020 e che francamente oggi ben pochi conoscono.
Di principio d’accordo quindi con nuovi compiti relativi agli interventi sul territorio ma per le querele di parte esprimiamo molte riserve. E nel caso dovessimo proprio farcene carico non sarebbe questo un compito da attribuire alla Polizia Polo?

Difficile quindi sposare in toto il disegno del Dipartimento: l’impressione è che si è partiti dal risultato finale voluto, ossia il ridimensionamento del numero delle Strutturate, per risalire a monte ponendo delle condizioni che in realtà non tengono conto delle differenze regionali entro le quali operano i nostri Corpi. Più razionale sarebbe allora stato, un po’ come fatto per le Regioni, definire nuovi comprensori per le Polizie strutturate e di conseguenza gli effettivi e l’organizzazione necessaria.

Piergiuseppe Vescovi
Municipale di Capriasca - Lega dei Ticinesi

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