Sport, 14 gennaio 2019

“La rivalità sportiva col Lugano fa bene!”

Intervista a Luigi Bruschetti, da 25 anni presidente della SAM Massagno

MASSAGNO - Quando parla della sua SAM Massagno Luigi Bruschetti non riesce a nascondere una certa emozione. Lo capiamo, visto che sono ormai 25 anni che è alla guida del club della periferia di Lugano. Ha assunto il comando proprio nel momento più difficile ossia quando, per motivi economici, il sodalizio aveva deciso di rinunciare alla Lega Nazionale A per ripartire dalle leghe inferiori.

Lentamente, grazie al lavoro dello stesso Bruschetti e dei vari staff tecnici che si sono succeduti, la SAM, dieci anni fa, è finalmente tornata nell’élite del basket svizzero. Ritrovare un posto al sole dopo la bellissima giornata di Vemier (quando i ticinesi avevano ottenuto la certezza di essere promossi) è uno dei più bei ricordi del presidente “ma non posso dimenticare anche le altre tappe che ci hanno permesso di risalire la china. Abbiamo compiuto tanti sacrifici, è stato fatto un grande lavoro per dare un ’identità alla prima squadra ”.Luigi Bruschetti è al suo ultimo anno di mandato ma nel suo cuore il marchio SAM rimarrà incollato per tutta la vita. Con lui abbiamo voluto tracciare un bilancio della sua esperienza sportiva, parlando inoltre di altri argomenti cestistici assai.... delicati.

Presidente, 25 anni sono davvero tanti...
Un periodo indimenticabile perché mi ha permesso di lavorare in una realtà bellissima, che mi ha dato tanto entusiasmo e passione. Ripartire dalla Seconda Lega non è stato facile ma grazie alla grande esperienza di tutti i miei collaboratori abbiamo potuto risalire la china. La festa della promozione in LNA ottenuta sul campo del Vemier è stato il coronamento di grandi sacrifici.
La tendenza generale di ogni squadra della massima divisione è quella di assumere allenatori esteri, voi al contrario siete partiti dando la guida della prima squadra ad un tecnico cresciuto in casa, ossia Robi Gubitosa.

Una scelta coraggiosa...
E pure pagante. Ai tempi Gubitosa non aveva esperienza di LNA, anche se per una stagione era stato il “vice ” di Nikolic. Seguendo una nostra precisa politica che tende a valorizzare i giovani, abbiamo deciso di affidare la prima squadra appunto ad un tecnico sul quale abbiamo sempre creduto. Visto come sono andate le cose la nostra mossa è stata sicuramente azzeccata. Eravamo sicuri delle sue qualità, occorreva solo del tempo per raccogliere i frutti. I suoi primi quattro anni sono stati indubbiamente apprezzabili, poi c ’è stata la parentesi Pasquali che non ha dato gli esiti sperati. LI ritorno di Gubitosa - che si era rimesso a disposizione - ha riportato grande serenità ed entusiasmo e la SAM è tornata protagonista.

Gli scettici su Gubitosa non sono certo mancati.
E vero ma il nostro merito è di aver sempre creduto in lui, lo abbiamo lasciato lavorare e Robi ha saputo gradatamente ridare un volto molto positivo a questa compagine.

Come tutti ricorderanno, quella con il tecnico italiano Pasquali è stato un rapporto di breve durata. Possiamo dire che questa è stato l’unico errore della dirigenza della SAM?
Assolutamente no. Con questa mossa abbiamo tentato di alzare il livello tecnico del nostro team con un allenatore di fama internazionale. E una decisione che rifarei...
domattina. Purtroppo per una serie di fattori il rapporto con Pasquali non è funzionato, ma non è stato un errore. Questa esperienza ci ha fatto capire che non sempre certi profili possono funzionare, specie al cospetto della nostra realtà non professionistica.

Quest’anno state sicuramente disputando un grande campionato e siete pure davanti al Lugano. Che gusto prova lei personalmente pre-Derby cedere i vostri tradizionali rivali?
Il campionato è ancora lungo. Che poi il Lugano sia dietro o meno è per me poco importante.

Ce lo dica francamente, se l’aspettava una classifica simile da parte dei bianconeri?
La cosa non mi interessa più di tanto in quanto quello che mi e ci preme è di confermare i buoni risultati ottenuti la scorsa stagione.

Cosa ne pensa di questo Lugano confrontato con le più volte dichiarate ristrettezze finanziarie?
Troppo comodo.Lugano ha avuto per anni budget milionari, doppi e anche tripli rispetto ai nostri, di conseguenza ha vinto tanto e con pieno merito. Ln quegli anni non si è parlato delle ristrettezze economiche di Massagno, che sono le medesime di oggi. Anche alla vigilia di questa sta-Amici- gione Lugano ha annunciato un budget leggermente superiore al nostro, quindi mi domando di cosa stiamo parlando.

Più di una volta i suoi rapporti con Cedraschi, presidente dei Tigers, sono stati difficili...
Intanto la rivalità sportiva fa sempre bene a tutto il movimento. Lo vediamo anche nel settore giovanile dove i derby sono spesso infuocati. Tornando a noi, siamo due presidenti appassionati e, soprattutto, iprimi tifosi delle nostre compagini. “Cedro” è comunque una delle persone più care che conosca, poi attorno al campo ognuno evidentemente fa la sua parte e tifa per i propri ragazzi nel modo che ritiene più opportuno.

Un altro argomento che ogni tanto emerge dalle cronache sportive è quello relativo alla fusione tra il suo club ed il Lugano. Cedraschi dice di averci provato ma che la SAM ha sempre risposto... picche. Cosa risponde a questa dichiarazione?
Qui voglio, per l’ennesima volta, fare una precisione. Questo argomento per noi non esiste perché nei nostri programmi societari questo punto non è mai stato inserito. Siamo una realtà completamente diversa da quella bianconera, e con obiettivi differenti. E un tema che non ci tocca, anche perché ben sappiamo come in passato altri tentativi di fusione siano stati negativi. Nei nostri programmi abbiamo ben altri traguardi che vogliamo raggiungere.

Quando lei, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione, ha annunciato di voler lasciare dopo 25 anni, abbiamo notato una certa tristezza sul suo volto.
Non è facile dimenticare tutto questo periodo, la SAM è stata e sarà sempre nei miei pensieri, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico sia per tutto il movimento e l’atmosfera sempre entusiasta che ha saputo sempre creare attorno ai suoi ragazzi.

Non è che, per il suo ultimo anno di presidenza, ha chiesto un... regalo speciale alla sua squadra?
No, anche perché la SAM da tanto tempo ci sta offrendo delle emozioni, a tutti i livelli ed in tutte le categorie. Grandi soddisfazioni a... 360 gradi, partendo dai nostri numerosi giovani che lottano sempre con grande impegno ed entusiasmo. Siamo tutti evidentemente contenti per come sta andando il nostro campionato di LNA, ma la stagione è lunga e solo alla fine valuteremo il nostro lavoro.

Il suo successore non avrà sicuramente un compito facile...
Premetto che ho deciso di smettere perché ho ritenuto che fosse giunto il momento di cedere ad altri questo compito. LI mio sostituto dovrà semplicemente continuare il lavoro fatto fino a questo momento e sono sicuro che saprà farlo con lo stesso entusiasmo e voglia di far bene. Chiunque assumerà la presidenza della SAM Massagno sarà un degno successore.

Proviamo a stilare la classifica dei migliori stranieri e dei migliori svizzeri venuti alla SAM...
Una domanda difficile perché sono stati numerosi. A livello di stranieri comunque cito sicuramente Sani Hines che è stato addirittura nella Hall ofFame di Cantù. Un giocatore dotato di classe immensa. A livello svizzero posso dire Regis Stevens. Ci ha trascinati durante la promozione in Lega Nazionale A e poi nella vita ha dato priorità ad altre cose. Comunque la sua intelligenza cestistica era davvero sopra la media.

Questa SAM quest’anno può davvero andare lontano?
Difficile rispondere perché la regular season è una cosa ed i plavoff sono un ’altra. Quando arriva la seconda fase può accadere di tutto. Facciamo un passo alla volta, poi vedremo. La voglia di far bene c'è..

G.M.

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