Svizzera, 02 novembre 2018

Tito Tettamanti: "Sì all'autodeterminazione per difendere un sistema di successo"

L'imprenditore Tito Tettamanti si schiera dalla parte dei favorevoli all'iniziativa in votazione il 25 novembre sull'autodeterminazione. In un testo pubblicato oggi sul Corriere del Ticino, intitolato "Due Svizzere a confronto nelle urne" Tettamanti descrive le peculiarità della democrazia svizzera e di come essa sarebbe sempre più insidiata dal diritto internazionale. "La democrazia svizzera è un delicato gioco di equilibri con ampia partecipazione popolare gestito finora in modo conveniente e accettabile" scrive Tettamanti "negli ultimi anni però, l'orientamento delle classi dirigenti si è spostato sempre più verso l'internazionale". Un orientamento, quello di privilegiare istituzioni e leggi internazionali rispetto al diritto svizzero, "che rischia di di snaturare il nostro sistema e particolarmente di mortificare le nostre vie decisionali, devolvendole al puro livello governativo, o peggio ancora, a istituzioni e poteri a noi estranei".

La tendenza attuale di dare sempre più poteri a istituzioni straniere sarebbe quindi in costrasto con la democrazia svizzera anche perchè i giudici stranieri spesso non riuscirebbero a capire le peculiarità svizzere. Ma perchè privilegiare istituzioni e poteri internazionali spesso con poca o nessuna leggitimità democratica ? Per Tettamanti questo è dovuto da una classe dirigente che fa sempre più fatica ad accettare le decisioni del popolo. "Da qualche anno in Svizzera una corrente di pensiero, specie tra èlite politico-burocratiche e tra gli ambienti intellettuali, che manifesta insofferenza nei confronti del voto popolare".

Queste èlite, consce che i loro tentativi di limitare i diritti democratici sarebbero respinti alle urne, tentano quindi, secondo Tettamanti, di limitare i diritti popolari per "vie traverse", ossia riccorrendo al diritto internazionale, diritto internazionale che sarebbe composto da "giurisdizioni e leggi straniere concepite per realtà divergenti" che di conseguenza spesso non corrispondono agli interessi della Svizzera e dei suoi cittadini. Tettamanti dice di temere questo modo di limitare i diritti e le istituzioni democratiche della Svizzera, anche perchè negli ultimi decenni si ha avuto la dimostrazione che diversi paesi firmano sì gli accordi ma poi non li rispettano.

Tettamanti infine ricorda ai lettori l'importanza della votazione e in un certo senso lancia un appello a coloro che intendono votare no solo perchè l'iniziativa è appoggiata dall'UDC. "Non so se tutti gli elettori, anche quelli che votano contro per idiosincrasia nei confronti del partito che appoggia l'inizitiava, si rendano conto dell'importanza di questo ma con il voto negativo si contribuscire a minare e a indebolire la formula democratica che ci ha dato 170 anni di partecipazione popolare di successo, premessa di quella sicurezza e di quel benessere di cui abbiamo fin qui goduto" conclude Tettamanti.

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