Mondo, 22 ottobre 2018

Folla di migranti verso gli USA, l'ira di Trump

Una folla di migranti, quasi tutti cittadini dell'Honduras, si sta dirigendo verso nord in direzione degli Stati Uniti. È l'ultimo, e certamente il più grande, gruppo di migranti che si è formato per fare il viaggio verso gli USA.

Il fiume di persone sta creando non poca agitazione negli USA e la questione sta dominando la scena mediatica in questi giorni, suscitando tra l'altro l'ira del presidente Trump che aveva fatto della lotta all'immigrazione illegale uno dei suoi cavalli di battaglia. Come riferito da lui stesso su Twitter, ha avvertito i paesi del centro America (Guatemala, Honduras e El Salvador) da dove provengono e passano i migranti che se non fermano la progressione della "carovana" (il termine usato dai media americani per definire la folla di migranti) avrebbe sospeso gli aiuti americani.

"Devo, nei termini più severi, chiedere al Messico di fermare questo assalto", si può leggere in uno dei diversi Tweet riferiti alla questione, "e se non fosse in grado di farlo dispiegherò l'esercito americano e CHIUDERÒ IL NOSTRO CONFINE MERIDIONALE!". Il Messico ha cercato di fermare la fiumana di persone bloccando l'uscita di un ponte sul confine ma molti migranti sarebbero comunque riusciti a passare anche se non è chiaro se la "carovana" si sia riformata in Messico o meno.

È la seconda volta da quando Trump è presidente che si è formata una tale folla organizzata che, in barba a tutte le leggi, intende raggiungere gli Stati Uniti. La prima volta era successo quest'ultimo aprile e aveva creato una crisi al confine tra Messico e Stati Uniti e in seguito sulla politica di asilo degli USA, in quanto molti migranti fecero richiesta d'asilo in modo da poter entrare nel paese.

Su Internet si rincorrono teorie su chi stia dietro e finanzi queste operazioni. Ambienti mondialisti e immigrazionisti sono puntanti con il dito anche se con il problema dell'immigrazione in primo la situazione potrebbe, almeno nel breve termine, giocare a favore di Trump che, con le elezioni parlamentari dietro l'angolo, può ribadire come sia sempre necessaria la costruzione di un muro al confine con il Messico e rendere più restrittive le leggi d'immigrazione.

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