Ticino, 14 ottobre 2018

Festival dei Diritti Umani "propaganda politica con soldi pubblici"

Cresce la polemica intorno al Festival dei Diritti umani che si sta tenendo in questi giorni a Lugano, accusata in sostanza di fare propaganda politica nonostante sia finanziata, in parte, dal comune di Lugano, dal cantone attraverso il fondo Swisslos e dalla Confederazione tramite il Dipartimento degli Affari esteri. Da notare, tra gli sponsor privati, il sostegno del colosso del commercio al dettaglio Migros. I "media partner" invece erano la RSI e 20Minuti/Tio.

Il primo episodio polemico era avvenuto già all'inaugurazione, quando un ex consigliere comunale dei verdi aveva interrotto l'apertura della manifestazione sostenendo che il municipale Roberto Badaracco non avrebbe avuto diritto di prendere la parola perchè aveva ospitato lo "Swiss-israeli day", un evento per promuovere le relazioni tra Svizzera e Israele.

Ma a lanciare la polemica vera e propria nei giorni seguenti sono stati il Consigliere nazionale e municipale di Lugano Lorenzo Quadri e il granconsigliere Massimiliano Robbiani. Quest'ultimo aveva criticato un musicista italiano, Frankie hi-nrg, per aver chiesto di chiudere il centro per richiedenti l'asilo di Camorino, in cui, a suo dire, gli asilanti sarebbero ospitati in "condizioni disumane". Anche Quadri aveva ripreso la notizia relativa al musicista italiano e criticato in modo analogo a Robbiani i suoi propositi e condannato anche altri atti politici avvenuti al Festival, come un regista che ha condannato l'iniziativa sull'autodeterminazione o una petizione in cui si chiedeva di dare la bandiera svizzera alla nave Aquarius. Quadri chiedeva inoltre che il Festival fosse privato del sostegno degli enti pubblici.

E, dalle parole ai fatti, sia Robbiani che Quadri hanno dato un seguito istituzionale alle loro critiche. Il primo ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato in cui chiede a quanto ammonta il sostegno finanziario all'evento e di prendere in considerazione la sospensione di qualsiasi sostegno pubblico. Propositi simili anche da parte di Quadri, che in un articolo pubblicato oggi sul Mattino della Domenica, dichiarava voler chiedere sia alla Confederazione che al comune di Lugano di togliere il sostegno istituzionale all'evento.

Ma quanto è veramente legato alla politica l'evento in questione, e se lo è, da che parte è più schierato. Spulciando il sito internet del festival si nota come nell'organigramma siano presenti diversi esponenti politici, o ex-esponenti politici, quali i PLR Dick Marty e Fulvio Caccia e la socialista Amalia Mirante. Inoltre la maggior parte degli organizzatori di professione fa (o faceva) il docente, il dipendente RSI o ancora era impiegato in qualche modo nell'apparato di giustizia.

Ultimo aspetto degno di nota è una sezione presente sul sito dedicato alle scuole, perchè il Festival "pone un accento speciale sulla partecipazione delle scuole" poichè, a loro dire, i giovani "dimostrano grande curiosità e notevole sensibilità nei confronti delle disuguaglianze, delle ingiustizie e delle lesioni alla dignità umana". A questo scopo il Festival aveva concepito delle proiezioni appositamente per le scuole in cui gli studenti "potranno incontrare testimoni ed esperti e con loro analizzare situazioni di crisi anche complesse, per tentare di capirne cause e responsabilità". Quali scuole abbiano partecipato e quanti studenti siano stati obbligati ad assistere alle proiezioni del festival in orario scolastico per ora non è dato sapere.

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