Svizzera, 28 agosto 2018

L'accordo quadro è MORTO!

Gli eurobalivi adesso pretendono di farci tenere in casa i delinquenti stranieri

E’ veramente inconcepibile che, malgrado siano falliti, gli eurobalivi continuino ad avanzare nuove pretese ed a formulare ricatti nei confronti degli svizzerotti (ormai gli unici rimasti a dare corda).
Ma ancora più inconcepibile è che i camerieri bernesi di Bruxelles - a partire da KrankenCassis (ex) doppio passaporto e “Leider” Ammann, entrambi liblab - si facciano ricattare e calino le braghe. Naturalmente in nome del “buongoverno”; come no!

L’ultima prevaricazione europea avviene, ma guarda un po’, nell’ambito dello sconcio accordo quadro istituzionale (quello che ci imporrebbe le leggi degli eurobalivi come pure i loro giudici). Infatti, adesso Bruxelles pretenderebbe perfino che la Svizzera rinunciasse ad espellere i delinquenti stranieri. Malgrado l’espulsione dei delinquenti stranieri sia stata votata dal popolo (nell’ormai lontano 2010) e figuri dunque nella Costituzione.

I funzionarietti di Bruxelles vorrebbero infatti – così ha scritto di recente il Blick – che la Svizzera adottasse le linee guida sulla cittadinanza dell’UE. La conseguenza sarebbe che l’espulsione di delinquenti cittadini UE risulterebbe ulteriormente ostacolata. Di fatto impossibilitata.
E dire che già la partitocrazia (ed i suoi legulei nei tribunali) l’hanno trasformata in una farsa: erano state promesse 4000 espulsioni all’anno; la cifra reale è di un decimo. Il Ticino, grazie a Norman Gobbi, è uno dei pochi Cantoni che si salva.


Pretese svergognate

Anche il Gigi di Viganello è in grado di rendersi conto che in nessun caso possiamo accettare la svergognata pretesa dellaDisUnione europea di tenerci in casa i delinquenti stranieri; contro la volontà popolare e contro la Costituzione! Ma siamoandati fuori di cranio? NON SIAMO uno Stato membro della fallita UE. Però – tanto per citare alcuni esempi - i suoi funzionarietti, a partire dal presidente “diversamente sobrio”Jean-Claude “Grappino”

Juncker (quello che barcolla ai vertici NATO), pretendono di: - Disarmare i cittadini svizzeri (vedi Diktat UE sulle armi) - Cancellare la nostra volontà popolare - Dettarci le loro leggi - Imporci i loro giudici - Impedirci di espellere i delinquenti stranieri - Eccetera eccetera E sotto le cupole federali c’è ancora qualche tamberla che sta a sentire questi balivi da tre e una cicca?


Cancellare tutte le trattative

E’ evidente che, davanti a simili pretese, le trattative per la conclusione delle sconcio accordo quadro non vanno solo congelate. Vanno cancellate. In via definitiva. Sveglia cocomeri! Al di fuori della FALLITA Unione europea c’è un MONDO, dagli Stati Uniti all’Asia: un mondo fatto di Paesi interessati – a partire dagli stessi USA - a concludere accordi commerciali con la Svizzera. E senza pretendere né di invaderci con la libera circolazione, né di venire a dettare legge in casa nostra!


Una nazione FINITA

E’ poi evidente che una nazione che non è più in grado di decidere in modo autonomo chi resta sul suo territorio e chi no, è una nazione FINITA. Una democrazia che si vede cancellare l’esito delle votazioni popolari da funzionarietti stranieri non eletti da nessuno, è una democrazia FINITA.
Altrettanto evidente è che, sullo sconcio accordo quadro istituzionale, i $inistrati spalancatori di frontiere pensano di prendere la gente per i fondelli. Infatti, continuano a remenarla sulla regola degli otto giorni, che Bruxelles vorrebbe cancellare, e sulla (presunta) protezione del mercato del lavoro. Eh già, perché attualmente il mercato del lavoro svizzero sarebbe protetto, vero gauche-caviar? Ma non fateci ridere!

Intendiamoci: non c’è alcun motivo per calare le braghe sulle striminzite misure accompagnatorie per far contenti gli eurobalivi. Già abbiamo poco, molto poco; ci mancherebbe anche che rinunciassimo a quel poco. Ma che i $inistrati ed il resto della partitocrazia eurolecchina non credano di poterci fare fessi riducendo lo sconcioaccordo quadro istituzionale ad una questione di misure accompagnatorie e “quindi”, se si risolve questo problema, “l’è tüt a posct” e si può correre giulivi a firmare! Ma col piffero!


Altro che gli otto giorni…

La questione degli otto giorni, cari esponenti dell’élite rottamatrice della Svizzera, è “il meno della cavagna”.
Il vero tema è la nostra sovranità nazionale e la nostra democrazia, che i balivi di Bruxelles ed i loro servi della partitocrazia sognano di mandare al macero. Non solo pretendono, come detto, di imporci le loro leggi ed i loro giudici in settori importanti. Adesso si scopre (?) che vogliono perfino costringerci a tenere in casa – e magari pure a mantenere! – i delinquenti stranieri. E noi siamo così fessi da accettare simili condizioni? Ma anche no!
Accordo quadro istituzionale? Nemmeno per sogno! Non si firma proprio un bel niente, con o senza la regola degli otto giorni!
E, quando saremo finalmente chiamati alle urne sul tema, votare un SI’ convinto all’iniziativa – riuscita in tempo di record – che chiede la FINE della devastante libera circolazione delle persone!

Lorenzo Quadri / MDD

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