La Lega dei Ticinesi, pur delusa dall’esito della votazione a livello nazionale, accoglie con soddisfazione l’approvazione in Ticino dell’iniziativa popolare “No ad una Svizzera da 10 milioni”.
Ancora una volta, la partitocrazia cantonale – malgrado l’imponente dispiegamento di risorse economiche ed una campagna di votazione condotta all’insegna della denigrazione, del terrorismo mediatico e delle fake news – è stata sconfessata dalle urne; mentre l’area di “destra” Lega-Udc ha dimostrato di essere in sintonia con i cittadini.
Il nostro Cantone, data la propria posizione geografica incuneata nell’Italia, subisce più di altri le conseguenze negative dell’immigrazione incontrollata e delle frontiere spalancate, che si manifestano praticamente in ogni ambito: dalla criminalità d’importazione alla pressione sul mercato del lavoro, dagli ingorghi viari all’aumento dei costi sociali, dalla cementificazione alla perdita di identità.
Il Ticino ha formulato una richiesta chiara: bisogna tornare a governare l’immigrazione, invece di limitarsi a subirla come accade oggi.
Le maggioranze politiche non possono ormai più negare l’evidenza, ossia che l’immigrazione incontrollata sia un problema: la situazione attuale è vantaggiosa solo per gli immigrati, mentre gli svizzeri sono i grandi perdenti.
L’establishment ha tuttavia ripetuto fino alla nausea che l’iniziativa “No ad una Svizzera da 10 milioni” non sarebbe la soluzione. Attendiamo adesso, in tempi brevi, le soluzioni della partitocrazia, che finora si è limitata a bocciare quelle altrui senza presentarne di proprie. Il tempo del “benaltrismo” – ovvero sostenere che occorre fare “ben altro”, senza mai indicare cosa – è finito.
Lega dei Ticinesi





