Svizzera, 02 luglio 2018

Una tailandese a processo per uno dei più gravi casi di traffico di esseri umani in Svizzera

Si apre oggi a Bienne, nel canton Berna, il processo per uno dei più gravi casi di traffico di esseri umani mai registrato in Svizzera. Una cittadina tailandese di 58 anni è infatti accusata di aver portato in Svizzera, dalla Tailandia, almeno 88 persone, tra donne e transessuali, per poi costringerle a prostituirsi in condizioni terribili. Queste persone, dietro promesse e speranze di un futuro migliore in Svizzera, avevano contratto un debito di diverse decine di miglaia di franchi con l'accusata, soldi che sarebbero serviti per il viaggio e le pratiche burocratiche. Una volta giunte in Svizzera erano costrette a prostituirsi in bordelli e appartamenti nei cantoni di Berna, Soletta, Basilea città, Turgovia e San Gallo. Erano constantemente monitorate
e tenute in isolamento dal mondo esterno e dipendevano completamente dall'accusata.I fatti sono avvenuti tra il 2009 e il 2015. Oltre all'accusa di tratta di esseri umani, la donna tailandese dovrà rispondere alle accuse incoraggiamento alla prostituzione e di riciclaggio di denaro. Il verdetto sarà reso l'11 di luglio.



Il governo del canton Berna, nel presentare il caso, ha anche mostrato preoccupazione per un fenomeno che ha visto negli ultimi anni un aumento dei casi. Nel solo canton Berna sarebbero una ventina i casi simili scoperti e nonostante tutti gli sforzi delle autorità per contrastare il fenomeno si ritiene vi sia un numero elevato di casi non segnalati.

(Fonte: 20minutes.ch)

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