Sport, 25 giugno 2018

L’estenuante ma felice avventura di un ticinese al seguito della Nati

Enea Petrini, avvocato e deputato in GC per la Lega Ticinesi e membro della commissione ricorsi della Swiss Football League, ha vissuto nei giorni scorsi un’esperienza incredibile ai Mondiali russi: era presente in tribuna durante la sfida fra il Brasile e la Svizzera. Un’esperienza, assicura, indimenticabile

Enea Petrini: partiamo dalla città, partiamo da Rostov sul Don.
È una città con più di 1 milione di abitanti, situata nella Russia meridionale, sullo sbocco del fiume Don nel Mare di Azov, via di accesso al Mar Nero. A causa della sua situazione geografica, è sempre stata molto importante per il commercio, in particolare fluviale, infatti le principali attività sono concentrate sulle sponde del fiume mentre nell’entroterra si estendono a perdita d’occhio le culture, in particolare destinate a cereali e ai girasoli, il cui olio è un prodotto tipico della regione. In vista dei Mondiali sono stati effettuati numerosi interventi di miglioria alle infrastrutture e inaugurati parecchi locali pubblici destinati a sviluppare le attività turistiche.

Città sicura?
Molto sicura. Controlli, blocchi e pattuglie di polizia sono comunque presenti un po’ovunque ma probabilmente per evitare che turisti troppo esagitati possano turbare la quiete di questa bella cittadina. Aggiungo inoltre che i russi che abbiamo avuto il piacere di incontrare sono stati tutti molto cordiali e disponibili. Si sono in particolare mostrati molti interessati all’opinione che i turisti si sono fatti della loro cittadina. Purtroppo a livello turistico internazionale, sono ancora all’inizio e per questo non era sempre facile trovare dei residenti con delle conoscenze perlomeno di inglese.

Alla partita c’era tanto pubblico svizzero e soprattutto brasiliano.
All’interno dello stadio, direi tremila contro trentamila. Il giallo prevaleva di molto sul rosso, ma va detto che molti erano locali, che evidentemente erano più affascinati dalla nazionale sudamericana. Il tragitto di avvicinamento allo stadio è stato veramente scenografico. Al loro goal, in apertura di partita, c’è stato silenzio tra i tifosi rossocrociati, anche perché si temeva la goleada. Poi con il passare dei minuti, si è poi vista una Nazionale più concreta e che teneva bene, quindi la gioia dopo il pareggio si è tramutata in cori di sostegno. Chiaro che purtroppo tremila voci in uno stadio pieno di tifosi avversari, sono spesso apparse sotto tono… 
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E i brasiliani?
Certi della loro presunta supremazia, hanno iniziato a… festeggiare prima del match. Avevano preparato una canzoncina con un ritornello del tipo “con Neymar, sarà cinque a zero”. Logico quindi che alla fine, nascosti da sorrisi e complimenti di circostanza, fossero loro i più delusi dal risultato.

C'erano tanti ticinesi?
Pare ce ne fossero circa trecento suddivisi in vari piccoli gruppi. Uno più numeroso composto da una trentina di tifosi giunti a Rostov tramite la PS Sport Sagl di Lugano, altri come noi, che si sono mossi a titolo individuale.

Quando è nata l’idea?
Eravamo in sei. Idea nata al tavolo del Tennis Club Carona un paio di mesi fa. Poi alla ricerca dei biglietti per la partita, dei voli, dell’albergo e del necessario Fan ID, necessario per l’accesso sia in Russia che allo stadio. Con noi anche un cittadino russo residente in Ticino, che conosceva già la città, e che è spesso stato fondamentale per i quattro giorni trascorsi a Rostov.

Nazionale tosta e pure rognosa. Behrami simbolo!
Nazionale che ha ben interpretato la partita. Per non soccombere si doveva giocare proprio in quel modo. Come detto da alcuni, il Mondiale comunque non lo vinci fac endo la ballerina. Ci vuole grinta ma anche forza fisica. Behrami, su questo, è stato fantastico, al di sopra di tutti, tanto da annullare e oscurare completamente Neymar… la ballerina (sempre a terra).

Tornerà in Russia prima della fine del Mondiale?
Purtroppo per la fase di qualificazioni, no. Già questo viaggio è stato impegnativo visto che la trasferta ha comportato due notti di viaggio. Ho sentito comunque di altri ticinesi che seguiranno la Nazionale per le prossime partite. Alcuni rimasti al seguito della squadra, altri che affronteranno la trasferta appositamente e altri ancora che fanno andata e ritorno per ogni partita. Poi è chiaro che se la nazionale svizzera dovesse arrivare in finale…… uno “sforzo” lo faremo volentieri…

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