Sport, 22 giugno 2018

Spauracchio Milinkovic-Savic: con la Serbia non sarà una passeggiata

Questa sera la Svizzera giocherà forse la partita più delicata della fase a gironi: contro i serbi serviranno grinta, fisicità e tanta testa

KALININGRAD (Russia) – Già prima dell’esordio mondiale lo si diceva a chiare lettere: “Quella con la Serbia sarà la sfida spartiacque del girone”. Dopo il prezioso pareggio ottenuto contro il Brasile e il successo degli stessi serbi contro la Costa Rica, questa sensazione è diventata ancora di più una certezza. Quella che si disputerà questa sera a Kaliningrad è una partita decisiva, delicata e fondamentale.

Da una parta la nostra Nazionale non deve sciupare quanto fatto col Brasile: in caso di KO quel punto non servirebbe a nulla, anzi… la Svizzera sarebbe quasi sicuramente eliminata. Con i serbi a 6 lunghezze e i verdeoro a 4, in caso di vittoria contro la Costa Rica, i giochi sarebbero quasi del tutto fatti. Dall’altro lato, Kolarov e compagni non possono incappare in un passo falso, proprio perché poi nell’ultima sfida incrocerebbero il loro destino con quello della formazione di Tite…

Un pareggio lascerebbe tutto invariato, con l’ultimo match contro i centroamericani potrebbe regalare il pass a una Nazionale che, in ogni caso, non deve fare conti e deve scendere in campo senza paure. In campo ci sarà anche Behrami, mattatore ed eroe della sfida di Rostov, che ha completamente recuperato dal problema agli adduttori.

Behrami, alla pari di Xhaka, sarà chiamato a fare gli straordinari: la sfida contro la Serbia, a meno di clamorosi episodi, si deciderà proprio a centrocampo, dove Krstajic può puntare su Milinkovic-Savic. Un uomo al potere, un giocatore al timone di un reparto, di una squadra che si accende quando lui riesce a innescare il turbo e a trasformarsi in quel giocatore forte, tecnico e sublime ammirato durante tutto l’anno in Serie A, in Europa e nell’esordio mondiale. In fondo, se Juventus e Real Madrid sono pronti a fare carte false per strapparlo alla Lazio… un motivo ci sarà.

La Serbia, però, non si rispecchia del tutto solo nel 23enne, ma può contare su una difesa comandata dal veterano Ivanovic, sulla spinta e sulle punizioni mortifere di Kolarov, sulla forza fisica di Matic a centrocampo e l’invettiva di Tadic e Ljajic. Insomma, questa nazionale è una squadra da affrontare con testa e determinazione…

Ma su questo siamo sicuri che la Svizzera risponderà presente, non fosse solo per la presenza di Petkovic in panchina: il ct sa preparare sempre al meglio le sfide, le sa leggere, sa analizzare l’avversario. La Nazionale vorrà sicuramente provare a dettare il proprio gioco, contro una compagine che spesso gioca a folate, sulle ali dell’entusiasmo, della verve e dell’esplosività di quel Milinkovic-Savic che rappresenta il nostro spauracchio.

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