Un impiego al 100%, dopo anni di università, per 1’800 franchi al mese con un Bachelor o 2’000 con un Master. Sono le indennità nell’Amministrazione cantonale denunciate dal Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA), che lancia una petizione indirizzata al Gran Consiglio e al Consiglio di Stato per migliorare le condizioni degli stagisti ticinesi.
Il sindacato contesta il ricorso a stage sottopagati dopo il conseguimento di un titolo universitario. Al centro della protesta c’è anche il ruolo dello Stato: da una parte stabilisce un salario minimo, dall’altra riconosce ai propri stagisti importi nettamente inferiori. Il SISA denuncia questa contraddizione e chiede di cambiare le regole per i tirocini post-laurea.
La proposta è concreta: ancorare l’indennità al salario minimo cantonale, con una soglia di almeno il 75% per chi possiede un Bachelor e del 90% per chi ha un Master. L’obiettivo è riconoscere economicamente le competenze già acquisite e il diverso investimento formativo richiesto dai due titoli.
La petizione non si limita ai salari. Il SISA chiede anche le stesse tutele di base previste per gli altri lavoratori in materia di malattia, infortunio e ferie, oltre al rafforzamento dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, affinché possa controllare e sanzionare i datori di lavoro che violano le disposizioni.
Per il sindacato, la questione riguarda direttamente la capacità del Ticino di trattenere i giovani formati. Nel comunicato collega le basse retribuzioni alla fuga dei cervelli: chi studia oltralpe rischia di trovare pochi motivi per rientrare, se l’ingresso nel mercato del lavoro ticinese passa attraverso un impiego a tempo pieno che non consente di sostenere le spese essenziali.
Il SISA riconosce il valore formativo dello stage, ma contesta che venga utilizzato come strumento per ottenere manodopera a basso costo. La richiesta alle autorità è quindi di fissare soglie retributive e garanzie precise. La raccolta di firme è aperta alla popolazione.
Fonte: Comunicato SISA









