L’AVS è sotto pressione e il progetto del Consiglio federale non basta. È la posizione dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), che boccia la riforma AVS 2030 sottoposta a consultazione e chiede di affrontare il nodo finora evitato: l’innalzamento graduale dell’età di riferimento.
Secondo l’USI, l’aumento dell’aspettativa di vita, il calo della natalità e l’introduzione della tredicesima rendita rendono inevitabili misure strutturali. Il Governo, invece, punterebbe ancora una volta su nuove entrate, rinunciando alla leva che potrebbe incidere contemporaneamente sulle finanze dell’AVS e sull’offerta di lavoro.
I datori di lavoro respingono l’aumento dei contributi per gli indipendenti, l’assoggettamento delle indennità giornaliere di malattia e infortunio e un obbligo contributivo parziale sui dividendi. Contrari anche a nuovi aumenti dell’IVA oltre agli 0,4 punti percentuali sui quali si voterà a novembre, così come a un aumento dei contributi salariali.
L’USI contesta inoltre l’intenzione di alzare da 58 a 63 anni l’età minima per riscuotere le prestazioni della previdenza professionale. La riforma riguarda il primo pilastro e, secondo gli imprenditori, le sue carenze non devono essere compensate intervenendo sul secondo pilastro e riducendo la flessibilità garantita dalle parti sociali.
La richiesta centrale è un aumento graduale e socialmente sostenibile dell’età di riferimento. In alternativa, viene proposto un meccanismo legato allo stato del fondo AVS, simile a un freno all’indebitamento, che comprenda però anche misure strutturali e non soltanto nuovi prelievi a carico di cittadini e imprese.
I datori di lavoro chiedono infine di rivedere l’indice misto con cui vengono adeguate le rendite. Il rincaro continuerebbe a essere compensato, mentre la partecipazione alla crescita reale dei salari scatterebbe soltanto quando la situazione finanziaria dell’AVS lo permetterebbe.
Per l’USI, continuare a rinviare il confronto sull’età di pensionamento significa accumulare problemi e trasferirne il costo sulle generazioni future. La conclusione è netta: il progetto deve essere rivisto radicalmente.









