Un nuovo branco di lupi è stato accertato in Ticino. Si tratta del branco denominato «Peloso», composto da due adulti e tre cuccioli e presente nell’area compresa tra la bassa Valle Maggia, la Valle di Vergeletto e la Valle Onsernone. Il Dipartimento del territorio ha già inoltrato all’Ufficio federale dell’ambiente una richiesta di regolazione parziale.
La novità è al centro di un’interrogazione presentata al Consiglio di Stato dal deputato della Lega Stefano Quadri, che chiede garanzie concrete per gli allevatori e per chi continua a mantenere vivi gli alpeggi ticinesi. Attività essenziali non soltanto per la produzione locale, ma anche per la manutenzione del territorio e la sopravvivenza delle valli.
Quadri domanda quanti branchi e quanti esemplari risultino attualmente accertati in Ticino e quante predazioni siano state confermate nel 2026, confrontando il dato con lo stesso periodo del 2025. Vuole inoltre sapere quando sia stata inoltrata la richiesta per il branco «Peloso», quali interventi contempli e se vi siano altre domande cantonali ancora pendenti a Berna.
Un altro punto riguarda l’effettiva capacità di intervenire una volta ottenute le autorizzazioni federali. L’interrogazione chiede quali risorse e quali tempi operativi siano previsti, oltre agli ostacoli che avrebbero eventualmente impedito di eseguire precedenti autorizzazioni.
Al Governo viene poi chiesto come venga valutata la fattibilità delle misure di protezione negli alpeggi più impervi e quali alternative siano offerte quando recinzioni, cani da guardiania o altri provvedimenti risultano tecnicamente impraticabili oppure economicamente sproporzionati.
Sul tavolo c’è anche il tema dei costi: quali danni e spese vengono indennizzati, quanto devono attendere gli allevatori per ricevere i pagamenti e quali oneri restano invece a loro carico, dalla ricerca degli animali dispersi alle cure veterinarie, fino al lavoro supplementare causato dalle predazioni.
Quadri chiede infine se il Cantone disponga di dati su riduzioni delle greggi, rinunce al carico degli alpi o cessazioni di attività riconducibili alla pressione dei grandi predatori. E soprattutto quali misure concrete intenda adottare prima della stagione alpestre 2027, oltre alle modifiche procedurali e legislative da sollecitare alla Confederazione per permettere interventi più rapidi nelle situazioni problematiche.











