Il Tribunale federale si è dovuto chinare sulla singolare disputa di una coppia separata dove il marito pretende che la moglie incominci a lavorare mentre lei chiede più soldi al marito. La vicenda è arricchita dal fatto che il marito è fra gli uomini più ricchi della Svizzera e figura addirittura nella classifica "Bilanz" dei 300 uomini più ricchi del paese, con un patrimonio stimato di diverse centinaia di milioni di franchi. La coppia è sposata da diversi decenni e ha figli adulti.
La coppia vive separata da quasi dieci anni, da quando l'uomo aveva rivelato alla moglie di avere una compagna. Il Tribunale del cantone di residenza della coppia aveva riconosciuto alla moglie un assegno di mantenimento mensile di circa 25'000 franchi. Nessuno dei due era soddisfatto della decisione: la moglie voleva di più, mentre il marito voleva pagare di meno. La donna ha giustificato la sua richiesta citando lo stile di vita della coppia, caratterizzato da una proprietà sul lago, auto di lusso, motoscafi e vacanze in jet privato. L'uomo, d'altro canto, pretendeva che la moglie trovasse un'attività lavorativa retribuita o che le venisse attribuito un reddito ipotetico, con conseguente riduzione dell'assegno di mantenimento.
Il Tribunale cantonale aveva tuttavia stabilito diversamente: i coniugi avevano una chiara divisione dei ruoli. La donna si era dedicata alla casa e ai figli e un ritorno alla sua precedente professione non era un'opzione, poiché non aveva seguito alcun corso di formazione e aveva già un'età avanzata. Pertanto, per lei venivano prese in considerazione solo attività che non richiedessero una formazione specifica, come ad esempio nel settore delle pulizie. Dato il loro tenore di vita durante il matrimonio, un'attività del genere non sarebbe stata consona al loro status sociale e, in ogni caso, il reddito derivante sarebbe stato irrisorio rispetto alla situazione finanziaria dei coniugi, aveva sentenziato la Corte cantonale.
Nel suo ricorso al Tribunale Federale, il marito ha criticato il tribunale cantonale per aver ignorato la giurisprudenza del TF, secondo la quale un coniuge che non ha mai avuto un'occupazione retribuita deve, in linea di principio, iniziare a lavorare.
L'uomo ha sostenuto che, fin dall'inizio del matrimonio, la moglie avrebbe potuto trovare un impiego in qualsiasi momento, dato che disponevano di fondi sufficienti per assumere una domestica. Tuttavia, lei non ha mai cercato lavoro, nemmeno dopo la separazione. Il reddito che avrebbe potuto percepire non è affatto trascurabile: avrebbe potuto facilmente guadagnare tra i 5'000 e gli 8'000 franchi al mese, sostiene l'uomo.
Nella sua decisione, il Tribunale Federale ha in sostanza confermato la sentenza del tribunale inferiore: svolgere un'attività lavorativa retribuita – in particolare un'attività "incompatibile con il proprio status sociale" – può, in casi eccezionali, essere considerato inaccettabile. Questo è particolarmente vero quando uno dei coniugi, dopo un lungo matrimonio caratterizzato da una chiara divisione delle responsabilità e della cura dei figli, è in età avanzata, mentre l'altro ha potuto concentrarsi sulla propria carriera grazie all'aiuto fornito dal coniuge alla coppia.
Il TF ha quindi respinto il ricorso del marito, così come quello della moglie. Le spese processuali, pari a 40'000 franchi, dovranno essere ripartite tra i coniugi, che sono ancora sposati. Interpellati dal Blick, né il marito né la moglie hanno voluto rilasciare dichiarazioni ma hanno invece cercato di evitare la pubblicazione di un articolo sulla sentenza.






