Svizzera, 15 giugno 2026

Una relazione amorosa tra due giudici federali mette la giustizia sotto pressione

Due giudici federali hanno tenuto nascosta la loro relazione per quasi un anno presso il Tribunale federale (TF). La vicenda ha riacceso il dibattito sulla governance e l'indipendenza della magistratura svizzera. Da diverse settimane, il sistema giudiziario federale è in subbuglio. Il 30 aprile, il settimanale "Weltwoche" ha rivelato che i giudici federali Béatrice van de Graaf e Yves Donzallaz avevano una relazione sentimentale che hanno omesso di dichiarare. Secondo quanto pubblicato, questa situazione potrebbe violare l'articolo 8 della legge istitutiva del Tribunale Federale, che vieta ai giudici federali di convivere in una relazione di fatto. I due giudici sono inoltre accusati di aver violato il regolamento interno del TF, che proibisce le relazioni sentimentali tra i membri della Corte.

Ad oggi, la vicenda non ha avuto conseguenze personali per i due giudici. Van de Graaf e Donzallaz continuano a prestare servizio presso il TF. In un'intervista rilasciata martedì al "Tages-Anzeiger", Donzallaz ha difeso la sua posizione. Il giudice federale sostiene che il suo rapporto con il collega fosse "nei limiti della legge" e ritiene che la controversia sia in gran parte di natura politica. Ha inoltre manifestato l'intenzione di ricandidarsi.

Donzallaz afferma di non aver commesso alcun illecito. Col senno di poi, tuttavia, riconosce di essere stato "molto ingenuo" e sostiene che oggi agirebbe diversamente, senza specificare cosa cambierebbe concretamente. Secondo diverse testate giornalistiche, ha rilasciato l'intervista senza informare preventivamente il TF.

A differenza di un'azienda, tuttavia, il TF non ha gli strumenti legali per imporre provvedimenti disciplinari a un giudice federale. Secondo un esperto legale, la principale via d'uscita rimane il dialogo. In teoria, il presidente del TF e gli altri giudici potrebbero tentare di convincere le parti coinvolte a trovare una soluzione ragionevole. Ma in questo caso, tale approccio non ha chiaramente avuto successo.



Contattato da Blick, l'ufficio stampa del TF ha sottolineato che un paragone con il mondo aziendale è irrilevante. “Il Tribunale Federale è un organo costituzionale composto da giudici che non sono vincolati da alcun rapporto gerarchico. Questa struttura è essenziale per garantire l'indipendenza della magistratura”, ha spiegato. “Il Tribunale Federale non può e non deve essere gestita come un'azienda.”

L'istituzione ha inoltre ribadito che, a differenza di un consiglio di amministrazione, non può decidere autonomamente sulla rimozione di un giudice. Tale potere spetta esclusivamente all'Assemblea Federale, che elegge e rielegge i membri del TF.

Il caso, tuttavia, non è privo di conseguenze. Il TF ha confermato che sono già stati presentati due ricorsi in relazione a questo rapporto. Secondo Donzallaz, questo periodo è iniziato il 17 aprile 2025 e si è concluso nel fine settimana del 5 aprile 2026, poco più di due settimane prima delle rivelazioni di "Weltwoche". Il magistrato afferma inoltre che lui e van de Graaf non hanno lavorato insieme ad alcun caso in quel periodo.

Per alcuni esperti legali, tuttavia, la questione va oltre la semplice eventuale collaborazione tra i due giudici in casi comuni. L'esperto consultato ritiene che si potrebbe valutare una revisione del caso, in quanto alcune sentenze emesse nel periodo in questione potrebbero essere viziate da errori procedurali.

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