L’area davanti alla stazione FFS di Locarno, sul territorio di Muralto, torna al centro del dibattito politico. Omar Balli, deputato della Lega dei Ticinesi, ha depositato il 1° luglio 2026 un’interrogazione al Consiglio di Stato per chiedere interventi rapidi sulla viabilità e sulla sicurezza dei passaggi pedonali.
Il problema indicato è concreto: davanti alla stazione si incrociano ogni giorno pedoni, utenti del trasporto pubblico, ciclisti e automobilisti. Gli attraversamenti pedonali più sollecitati, in particolare quello principale davanti all’autosilo di Muralto e quello secondario davanti al Palazzo Pax, non sono regolati da semafori. Il risultato, soprattutto nelle ore di punta, è un flusso quasi continuo di pedoni che interrompe la circolazione, genera code e aumenta i rischi.
Secondo l’interrogazione, la bocciatura popolare del nodo intermodale di Muralto rende ancora più urgente una soluzione provvisoria ma efficace. Se il tema deve ripartire quasi da zero, scrivono i firmatari, significa che per almeno altri quattro o cinque anni non ci saranno progetti esecutivi maturi. Troppo tempo per lasciare invariata una situazione che non funziona né per chi attraversa né per chi transita in auto.
Balli e i cofirmatari chiedono quindi di valutare la reintroduzione di un impianto semaforico, già esistente in passato e poi rimosso. Nel testo si parla apertamente di “pressioni politiche locali” che avrebbero portato alla “dismissione degli impianti”. Per i firmatari si tratterebbe della soluzione più semplice, meno costosa e più rapidamente realizzabile per ridare ordine a un punto nevralgico del Locarnese.
L’interrogazione cita anche un esempio vicino: il passaggio pedonale semaforizzato sulla Ramogna, indicato come modello funzionante. La richiesta al Governo è quindi precisa: dire se l’attuale attraversamento della strada cantonale è ritenuto soddisfacente, se il Consiglio di Stato concorda con l’utilità dei semafori, quali sarebbero tempi e costi e se intende promuovere concretamente l’impianto.
Non manca la domanda sul futuro del nodo intermodale: il Governo dovrà indicare una tempistica di massima per il nuovo progetto e presentare eventuali alternative, sempre con tempi e costi, per migliorare sicurezza dei pedoni e fluidità del traffico. A firmare l’atto, oltre a Balli, sono Alessandro Mazzoleni, Roberta Soldati, Josef “Beppe” Savary, Massimo Mobiglia e Aron Piezzi: un fronte trasversale che conferma come il problema non sia teorico, ma quotidiano.







