A Lugano non si molla sulla richiesta di intitolare una via a Giuliano Bignasca. La questione è tornata sul tavolo dopo le riserve sollevate attorno allo stradario cittadino. Ma per Lorenzo Quadri, sul Mattino della domenica, le presunte difficoltà tecniche non reggono: sarebbero piuttosto «njet ideologici camuffati male».
Nel mirino c’è in particolare la tesi secondo cui le vie potrebbero essere dedicate ai sindaci, ma non ai municipali. Una lettura liquidata senza troppi giri di parole come «una fregnaccia». Anche perché, osserva Quadri, «il Nano è stato ben di più di un “semplice” municipale di Lugano».
Il riferimento non è solo politico, ma anche concreto. Senza Giuliano Bignasca, sostiene Quadri, «la riqualifica della Foce del Cassarate non si sarebbe fatta». E senza Bignasca, assieme a Giorgio Giudici, Giorgio Salvadè e Giuseppe Buffi, «Lugano non avrebbe un’Università». Due esempi pesanti, che bastano a ricordare il ruolo avuto dal fondatore della Lega nella storia recente della città.
C’è poi l’accusa più comoda: quella della figura “divisiva”. Quadri la rovescia ricordando che lo stradario luganese è già pieno di esponenti politici di altre stagioni e di altri partiti. «Tutti bipartisan e stinchi di santo?», chiede. Oppure, più semplicemente, erano politici del partito “giusto”?
Non mancano neppure le incongruenze. A Lugano esistono vie dedicate a personaggi senza un legame forte con la realtà cittadina. Viene citata, tra le altre, la «famosa» via Montale a Viganello, che negli anni scorsi aveva già fatto discutere. E allora il problema non sembra davvero essere il criterio tecnico.
La soluzione simbolicamente più forte sarebbe via Monte Boglia, luogo storico della Lega. Ma cambiare il nome a una strada popolata e con attività commerciali comporterebbe disagi ai residenti: una scelta che, osserva Quadri, «non sarebbe nello spirito del Nano».
La palla passa quindi al Municipio. Il parere della Commissione stradario è solo consultivo. Dopo anni di rinvii, la richiesta è chiara: «È ora di venirne a una. La melina è durata troppo. Se necessario, nell’Esecutivo ci si conterà».







