Svizzera, 23 giugno 2026

Ghiringhelli: "Ucraini maschi in Svizzera: rifugiati o disertori?"

La petizione di Giorgio Ghiringhelli chiede al Consiglio federale di chiarire l’applicazione della Legge sull’asilo agli uomini ucraini in età di mobilitazione.

La petizione indirizzata al Consiglio federale da Giorgio Ghiringhelli pone una domanda precisa fin dal titolo: “Ucraini maschi in Svizzera: rifugiati o disertori?”.
 

Nel testo, Ghiringhelli ricorda che “il 9 giugno 2013 il Popolo svizzero aveva approvato alcune modifiche della Legge sull’asilo (LAsi), in particolare aggiungendo all’articolo 3 (Definizione del termine “rifugiato”) il capoverso 3”. Il passaggio citato recita: “Non sono rifugiati le persone che sono esposte a seri pregiudizi o hanno fondato timore di esservi esposte per aver rifiutato di prestare servizio militare o per aver disertato. È fatto salvo il rispetto della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati”.
 

Secondo Ghiringhelli, “questo capoverso era stato aggiunto soprattutto in riferimento ai numerosi eritrei che nel loro Paese non erano perseguitati, ma che cercavano rifugio in Svizzera per evitare il servizio militare”. Nella petizione si aggiunge che “purtroppo è difficile applicare questa legge nei loro confronti in quanto il Governo eritreo non permette il loro rimpatrio”.
 


 

Da qui la domanda centrale posta al Consiglio federale: “V’è da chiedersi se tale capoverso non debba essere applicato anche per quei maschi dai 25 ai 60 anni che, per evitare il reclutamento nell’esercito ucraino, hanno chiesto rifugio in Svizzera”.
 

Ghiringhelli richiama poi la legge ucraina sulla mobilitazione, “entrata in vigore in Ucraina nel maggio scorso, e valida anche per chi risiede all’estero”. Gli uomini interessati, scrive, “sarebbero tenuti ad aggiornare i propri dati personali presso gli uffici di collocamento e a rispondere all’eventuale reclutamento, pena la sospensione automatica della patente, dei servizi consolari (per chi vive all’estero) e multe”.
 

Nella petizione si cita inoltre un servizio giornalistico della RSI: “Secondo informazioni giornalistiche (RSI, radiogiornale del 18.5.24, ore 12.30), sarebbero diverse centinaia di migliaia gli ucraini che si sono recati all’estero per evitare la mobilitazione, sfuggendo in tal modo agli ufficiali reclutatori, o che non hanno provveduto ad aggiornare i propri dati personali presso gli appositi centri”. Sempre secondo il testo, “la Segreteria di Stato della migrazione avrebbe riferito che in Svizzera risiedono all’incirca 11'000 uomini tra i 18 ed i 60 anni che potenzialmente sarebbero toccati dalla legge ucraina sulla mobilitazione”.
 

Ghiringhelli chiede quindi se “gli uomini ucraini dai 25 ai 60 anni che cercano rifugio in Svizzera per evitare di prestare servizio militare e di difendere il loro Paese dall’invasione russa” debbano essere considerati “dei “rifugiati” ai sensi della summenzionata Convenzione” oppure, “dura lex sed lex”, vadano ritenuti “dei “non rifugiati” ai sensi dell’art. 3 cpv 3 della Legge sull’asilo”.
 

La petizione si conclude con tre richieste al Consiglio federale: “di fare chiarezza sull’interrogativo sollevato da questa petizione”, “di specificare quanti sono gli ucraini maschi fra i 25 ed i 60 anni attualmente residenti in Svizzera che godono dello statuto di rifugiati S e che potenzialmente sarebbero sottoposti alla Legge ucraina sulla mobilitazione” e “di indicare quanto questi potenziali “disertori” costano alla Confederazione e ai Cantoni”.


Fonte: Petizione di Giorgio Ghiringhelli al Consiglio federale

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