Ticino, 31 maggio 2026

Patrizio Farei: "Quando la politica ticinese dimentica le sue valli"

Servizi che spariscono, giovani che partono e territori sempre più svuotati: il Cantone deve ritrovare una visione concreta per le regioni periferiche

Lo spopolamento delle valli ticinesi non è più un rischio futuro. È una realtà già in corso. Anno dopo anno, sempre più giovani lasciano le regioni periferiche. E il problema non è la mancanza di attaccamento al territorio. Molti giovani vorrebbero restare, costruire il proprio futuro nelle valli e continuare a vivere nei luoghi in cui sono cresciuti.
 

Quello che manca, troppo spesso, sono le opportunità lavorative. Perché senza posti di lavoro, prospettive economiche e condizioni attrattive per le famiglie diventa inevitabile spostarsi verso i grandi centri urbani. Nel frattempo i servizi pubblici vengono progressivamente centralizzati, le attività locali fanno sempre più fatica a sopravvivere e intere comunità si sentono sempre più lontane dalle istituzioni cantonali.
 

E questo problema non riguarda soltanto le valli. Riguarda il futuro del Ticino. Perché un Cantone che perde progressivamente popolazione nelle proprie regioni periferiche perde anche identità, equilibrio territoriale e coesione sociale.
 

Negli anni strumenti di sostegno e contributi alle regioni periferiche sono stati introdotti. Ma è evidente che, da soli, non stanno riuscendo a invertire realmente questa tendenza. Anche perché il Cantone continua parallelamente a centralizzare sempre più servizi amministrativi e pubblici, allontanando progressivamente lo Stato dal territorio invece di rafforzarne la presenza nelle regioni periferiche.
 

Ed è proprio qui che la politica ticinese dovrebbe avere il coraggio di aprire una riflessione più ampia. Perché oggi la sensazione diffusa è quella di uno Stato sempre più centralizzato, costoso e distante dal territorio, mentre le finanze cantonali continuano a mostrare segnali preoccupanti senza che venga affrontata una vera riorganizzazione strutturale dell’apparato pubblico.
 


 

La domanda quindi diventa inevitabile: quale visione ha oggi il Ticino per le proprie regioni periferiche? Non sarebbe forse il momento di introdurre incentivi concreti per chi sceglie di vivere, lavorare e investire nelle valli? Non sarebbe il caso di ripensare una decentralizzazione intelligente dei servizi cantonali, affiancata finalmente da una digitalizzazione moderna ed efficiente?
 

Non dovrebbero essere create condizioni più favorevoli per le attività economiche, il lavoro a distanza e le piccole imprese locali che vogliono continuare a operare nelle regioni periferiche? E ancora: il Cantone non dovrebbe finalmente sviluppare una vera strategia territoriale a lungo termine per rendere le valli attrattive anche per le nuove generazioni?
 

Anche sul piano turistico emergono sempre più contraddizioni difficili da comprendere. Da una parte si chiede alle stazioni invernali di destagionalizzare le proprie attività e sviluppare offerte turistiche estive. Dall’altra però, troppo spesso, qualsiasi progetto o investimento viene rallentato o bloccato perché situato fuori zona edificabile (vedi mio articolo del 24.5.2026 su MdD).
 

E allora la domanda diventa inevitabile: come si può chiedere alle regioni periferiche di innovare e creare nuove opportunità economiche se poi mancano gli strumenti concreti per poterlo fare? E infine, non sarebbe opportuno aprire una riflessione più concreta sul tema delle residenze secondarie, affinché i territori turistici possano beneficiare maggiormente delle risorse generate sul proprio territorio e sostenere più efficacemente i costi infrastrutturali e di servizio?
 

Perché non bastano più interventi isolati o promesse elettorali. Serve una strategia moderna che permetta realmente alle famiglie, ai giovani e alle attività economiche di continuare a vivere e investire nelle valli ticinesi. Perché difendere le valli non significa guardare nostalgicamente al passato. Significa decidere che futuro vogliamo dare al Ticino.
 

Patrizio Farei, Municipale di Faido

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