Ticino, 22 aprile 2026

Iniziative sulla cassa malati: un "piano" inaccettabile

Il modo in cui il Consiglio di Stato intende applicare (?) le due iniziative popolari sulla cassa malati (di Lega e PS) non va bene. Più che un piano di attuazione in due fasi, sembra un piano di rottamazione in fase unica.

Le proposte per la prima tappa che il CdS ha presentato lo scorso mercoledì paiono fatte apposta per essere silurate.

Secondo le intenzioni governative, la prima tappa costerebbe al Cantone 51 milioni all'anno, che verrebbero finanziati per metà con risparmi e per metà con aggravi fiscali. Già si parte col piede sbagliato. I cittadini, votando l'iniziativa popolare leghista, hanno deciso di pagare meno imposte; non certo di più. Pertanto, sarà opposizione dura contro ogni tentativo di mettere le mani nelle tasche della gente. Il nodo vero resta quello della spesa pubblica. Un apparato statale sempre più ingombrante, e che si autoalimenta, non può continuare a sottrarsi a una revisione seria. In questo senso, è necessario portare rapidamente in votazione l’iniziativa “Stop all’aumento dei dipendenti cantonali”, ferma dal gennaio 2025 in un cassetto di Palazzo delle Orsoline. Una misura che, se approvata, consentirebbe risparmi significativi: nell’ordine di un'ottantina di milioni all'anno.

Inoltre, è inaccettabile che le due iniziative popolari sulla cassa malati vengano messe nello stesso calderone, con l'evidente obiettivo di affossarle entrambe.

L'iniziativa della Lega afferma un'ovvietà: lo Stato non può pretendere dal cittadino che paghi le tasse su soldi che non ha più. E non li ha più perché lo Stato lo ha costretto a spenderli, essendo la cassa malati un'assicurazione obbligatoria.

Inoltre, l'iniziativa leghista è finanziabile. Al Cantone costerebbe una quarantina di milioni all'anno. Una simile somma è recuperabile tramite risparmi. La spesa pubblica cantonale naviga infatti sui 4,5 miliardi di franchi all'anno, una cifra mostruosa. Pertanto, questa iniziativa va attuata integralmente già dall'anno prossimo. Tanto più che la sua applicazione pratica è di una semplicità estrema: basta modificare una casella nel formulario della dichiarazione fiscale.

Ad essere problematica è l'iniziativa socialista del 10%.

Ma se a sinistra, per "posizionarsi politicamente", hanno venduto fumo ai ticinesi con promesse infinanziabili; se hanno fatto credere ai cittadini che, da un giorno all'altro, sarebbero saltati fuori per magia 350 milioni di franchi all'anno (cifra in continuo aumento), se ne devono anche assumere la responsabilità.

Non ci deve andare di mezzo chi - la Lega - ha avanzato una proposta concreta e realizzabile. E non ci devono andare di mezzo i cittadini che questa proposta l'hanno votata!

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

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