Il bilancio 2025 del Ministero pubblico della Confederazione è netto: 140 procedimenti per terrorismo su 363 nuovi incarti, quasi il 40%. Un dato che riaccende il dibattito politico sulla sicurezza. A intervenire con toni duri è il consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri, che chiede un cambio di rotta immediato.
«Nessuna clausola di rigore deve più impedire l’allontanamento dalla Svizzera», afferma Quadri. «Questa foffa va espulsa senza eccezioni, anche se nel Paese d’origine si troverebbe in pericolo». Nel mirino del deputato leghista finiscono sia i tribunali sia i vincoli internazionali che, a suo dire, ostacolano l’applicazione delle espulsioni.
Quadri critica anche la recente decisione del Tribunale amministrativo federale sul caso di un cittadino svizzero partito per combattere con l’Isis: «Ma perché dovremmo rimetterci in casa un islamista radicalizzato e pericoloso?». E aggiunge: «Ha scelto lui di andare a fare il jihadista, conoscendo benissimo i rischi». Secondo il consigliere nazionale, il problema è sistemico: «L’espulsione dei delinquenti stranieri, pur votata dal popolo, viene applicata solo in parte».
Nel mirino finisce anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. «Se la CEDU costituisce un ostacolo, semplicemente la si disdice», sostiene Quadri, citando l’esempio della Danimarca che ha annunciato misure più rigide. E conclude: «La soluzione è semplice: espellere tutti i delinquenti stranieri, dal primo all’ultimo». Una linea politica destinata a tornare al centro del dibattito federale.






