Un episodio decisamente fuori luogo in uno spazio pubblico dedicato al relax ha scosso la Piscina Coperta di Lugano lo scorso gennaio. Nel seminterrato della struttura, dove si trovano sauna e bagno turco accessibili con un normale biglietto d’ingresso, un gruppo di cinque persone è stato sorpreso mentre compiva atti osceni.
A far emergere la situazione è stato, secondo le ricostruzioni, il pulsante di emergenza presente all’interno del bagno turco. Il dispositivo, pensato per segnalare malori o situazioni di pericolo, sarebbe stato attivato accidentalmente, senza che i presenti se ne accorgessero, dato che l’allarme non è udibile all’interno della cabina ma solo all’esterno. L’intervento del personale è stato quindi immediato: il bagnino, giunto sul posto per verificare la segnalazione, ha colto il gruppo in flagrante.
I cinque sono stati fatti uscire e, poco dopo, identificati dagli agenti della Polizia Città di Lugano, intervenuti sul posto. Nonostante la gravità della situazione, non sono scattate denunce penali: non risultano infatti querele di parte, non erano presenti minorenni e non vi è stato coinvolgimento di terzi, elementi necessari per procedere sotto il profilo giudiziario.
Il Municipio ha però preso una posizione netta. Il vicesindaco Roberto Badaracco ha definito l’accaduto “grave” e incompatibile con un luogo pubblico accessibile a tutti. Dopo gli accertamenti, si è deciso di adottare una misura amministrativa immediata: la diffida. Ai cinque protagonisti è stato quindi vietato l’accesso alle strutture balneari comunali a tempo indeterminato.
Parallelamente, sono stati rafforzati i controlli all’interno dell’impianto, proprio per evitare il ripetersi di episodi simili. A distanza di circa due mesi dai fatti, non si sono registrati ulteriori casi.
L’intervento, nelle intenzioni delle autorità, ha quindi permesso di “eliminare il problema alla base”, garantendo nuovamente che spazi nati per il benessere restino tali.






