Ticino, 17 marzo 2026

Pressioni ucraine sul documentario “Maidan”: Quadri denuncia «tentativi di censura»

Il consigliere nazionale leghista torna sul caso dopo l’annullamento della proiezione a Muralto: nel mirino ora l’evento previsto al liceo di Bellinzona.

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri denuncia nuovi tentativi di censura legati alla proiezione del documentario “Maidan – la strada verso la guerra”. Dopo quanto accaduto a gennaio a Muralto, dove il Municipio aveva annullato una proiezione pubblica, nel mirino sarebbe ora l’evento previsto presso il liceo di Bellinzona.
 

Secondo Quadri, alcuni ucraini residenti in Svizzera starebbero organizzando pressioni sui social per impedire la proiezione del documentario, accusato di essere filorusso. «Qui c'è gente – ospite in casa nostra, al beneficio di sussidi pagati da noi – che pretende di decidere quali documentari si possono mostrare nelle nostre scuole, nei nostri spazi pubblici, e quali no», scrive il consigliere nazionale sui social.
 


 

Quadri ricorda che a Muralto la proiezione, proposta da HelvEthica Ticino, era stata cancellata dal Municipio dopo le proteste partite da una chat Telegram ucraina. Dopo l’annullamento, sia il ministro degli esteri ucraino sia l’ambasciatrice d’Ucraina in Svizzera avevano commentato con soddisfazione sui social.
 

Il parlamentare ticinese parla apertamente di «tentativi di censura» e si chiede se dietro queste campagne social vi sia una regia politica. «Ma come: il governicchio federale non dice che bisogna combattere la propaganda straniera? E queste iniziative “social” ucraine che cosa sono se non propaganda straniera?», conclude Quadri.

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