La manifestazione antifascista andata in scena a Lugano continua a far discutere. Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri interviene con parole dure contro il Movimento per il Socialismo e contro chi ha promosso il presidio non autorizzato nel centro cittadino.
Secondo Quadri, la partecipazione sarebbe stata limitata: «Il presidio – al quale hanno partecipato circa 150 persone: una miseria – è durato meno di un'ora e mezza e si è svolto sostanzialmente nella calma. Ma solo perché era presente la polizia in tenuta antisommossa».
Il deputato leghista sostiene che senza il massiccio dispositivo di sicurezza la situazione avrebbe potuto degenerare. «Se così non fosse stato, gli ex molinari e compagnia brutta sarebbero come loro solito andati in giro per la città a bloccare strade, a fare kasotto e ad imbrattare muri», scrive nel suo intervento sui social.
Da qui la richiesta politica: chiarire quanto sia costato l’intervento della polizia e a chi debba essere imputata la spesa. «Quanto è costato il dispositivo di sicurezza resosi necessario ieri perché i sinistrati non rispettano le disposizioni dell’autorità e manifestano illegalmente? Chi paga la fattura?». E la conclusione è netta: «Ci pare ovvio che il conto va inviato ai compagni MpS».






