È stata lanciata in questi giorni la nona edizione del premio internazionale “Swiss Stop Islamization Award”, ideato e promosso da Giorgio Ghiringhelli, fondatore e coordinatore del movimento politico Il Guastafeste. Un premio nato per sostenere, anche finanziariamente, chi in Svizzera e in Europa denuncia senza ipocrisie l’islamizzazione del continente. Ogni vincitore riceve 2’000 franchi. Dal 2017 ad oggi sono stati premiati 26 nominati, per un totale di 48’000 franchi versati. Per l’edizione 2026 i nominati sono dieci, tra cui Hamed Abdel-Samad, Anna Maria Cisint, Marion Maréchal, Mila, Sarah Knafo e il dr. Dominique Schwander. I tre vincitori saranno annunciati in primavera.
Nel suo libro e nei suoi interventi, il premio 2024 Boualem Sansal ha denunciato la codardia dei media europei sul tema islam. Una denuncia che Ghiringhelli estende apertamente al Ticino: la RSI, pur essendo servizio pubblico, ha sempre mantenuto un silenzio totale e imbarazzante perfino sull’esistenza del premio. Un silenzio che non è casuale, ma politico. In Europa – e anche in Svizzera – si può criticare tutto. Tranne l’islam.





