Ticino, 01 febbraio 2026

Christian Tresoldi: "La competitività fiscale come leva di sviluppo in Ticino"

TICINO - Nel mondo globale, la fiscalità non è solo uno strumento di redistribuzione, ma una leva strategica di attrattività territoriale. La domanda da porsi è semplice: come può il Ticino tornare competitivo agli occhi di imprenditori, investitori e grandi contribuenti internazionali? E soprattutto perché altri territori simili al nostro hanno avuto successo mentre noi fatichiamo? Il confronto con Zugo è inevitabile. Zugo non dispone di un clima migliore, né di una posizione geografica più favorevole del Ticino.
 

Eppure è diventato uno dei poli economici più attrattivi d’Europa. La ragione principale risiede in un modello fiscale chiaro stabile e competitivo, studiato scientificamente per attrarre valore, non per respingerlo. Al contrario, il Ticino, pur avendo potenzialità enormi, qualità della vita, sicurezza, buone scuole, capitale umano e una posizione strategica tra Nord e Sud Europa non ha ancora costruito una visione fiscale coerente e di lungo periodo.



 

Troppe riforme parziali, troppo timore politico, troppa difesa dello status quo. Ritengo che il Cantone debba dotarsi di una task force indipendente di professori universitari ed esperti di finanza pubblica e diritto tributario internazionale, con un mandato chiaro: progettare un modello fiscale realmente attrattivo. Un progetto che potremmo definire provocatoriamente ma non irrealisticamente “Ticino Tax Smart”.
 

L’obiettivo non sarebbe “regalare” il Cantone ai grandi contribuenti, bensì creare un ecosistema economico virtuoso. Quando un imprenditore internazionale trasferisce la propria sede operativa, non porta solo gettito fiscale: porta domanda di servizi, investimenti immobiliari, posti di lavoro e filiere produttive. Le ville vanno costruite e arredate: lavorano i falegnami ticinesi.
 

Le fabbriche e gli uffici vanno pavimentati: lavorano i piastrellisti. Gli spazi verdi vanno curati: lavorano i giardinieri. È economia reale, non teoria. Il Ticino dispone di artigiani e imprese locali di altissima qualità, che non hanno nulla da invidiare ai concorrenti esteri. Ma senza domanda, anche l’eccellenza resta inutilizzata.
 

La fiscalità attrattiva non è quindi un favore ai “ricchi” bensì uno strumento per creare lavoro, reddito e stabilità sociale per il ceto medio produttivo. Una fiscalità più leggera avrebbe inoltre effetti positivi anche sulle famiglie ticinesi, in particolare su quelle con bambini. Meno pressione fiscale significa più risorse per la vita quotidiana, più consumi locali e maggiore serenità economica.


Christian Tresoldi

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