TICINO - Nella seduta di martedì scorso il Gran Consiglio ha compiuto un passo rilevante per l’ordinamento istituzionale ticinese: le Autorità regionali di protezione (ARP) non saranno più semplici autorità amministrative, ma veri e propri tribunali. Un cambiamento strutturale che incide direttamente sulle procedure, sulle competenze e sulle garanzie offerte ai cittadini coinvolti.
La riforma rafforza in modo concreto la tutela giuridica delle persone più fragili – minori e adulti bisognosi di protezione – assicurando decisioni adottate in un quadro pienamente giudiziario, con standard più elevati in termini di indipendenza, diritti procedurali e controllo delle decisioni.
Determinante il lavoro svolto in Commissione giustizia e diritti, presieduta dal leghista Alessandro Mazzoleni, che ha seguito il dossier passo dopo passo. Un lavoro approfondito e pragmatico, che ha permesso di portare in aula una proposta solida e condivisa, senza fughe ideologiche.
Il messaggio governativo è stato presentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e sostenuto anche dal Direttore del DT Claudio Zali. Ancora una volta la Lega dimostra di saper tradurre gli impegni politici in riforme concrete, capaci di migliorare il funzionamento dello Stato e metterlo realmente al servizio dei ticinesi.






