MALCANTONE - Uno dei tormentoni politici di queste settimane è la circonvallazione Agno-Bioggio: meglio la variante “a cielo aperto” da 337 milioni proposta dal CdS o la galleria che costerebbe circa 500 milioni? A Berna, rispondendo a un’interpellanza si è detto che un cofinanziamento federale sarebbe “teoricamente possibile”. In realtà le possibilità sono molto basse: già nel 2012 la Confederazione aveva negato il sostegno. Ma se si intravvede uno spiraglio, occorre tentare.
La circonvallazione in galleria non è un’idea nuova. La Lega dei Ticinesi, oltre quindici anni fa, aveva promosso un’iniziativa popolare dal titolo eloquente: “Circonvallazione del Basso Malcantone tutta in galleria”. I primi firmatari erano Nano e Attilio Bignasca. L’iniziativa venne bocciata il 9 giugno 2013, con il 52,6% di no. Una sconfitta di misura, che oggi andrebbe riletta alla luce dell’opposizione generale alla variante a cielo aperto.
La galleria costa di più, ma garantisce un beneficio che rimarrebbe “nei secoli”: niente devastazione del territorio e una soluzione definitiva per il Malcantone. Invece il Cantone continua a buttare centinaia di milioni per mantenere stranieri in assistenza, finti rifugiati e profughi col SUV, e per un’amministrazione gonfiata come una rana. È lì che bisogna tagliare, non sulle opere pubbliche strategiche.
La variante a cielo aperto serve solo a permettere al ministro delle finanze PLR Christian Vitta di abbellire i conti cantonali a danno del territorio. Per questo il Messaggio governativo va ritirato e la Lega dovrebbe rilanciare la sua proposta storica della circonvallazione in galleria.
Fonte: Opinione del Mattino della domenica, 31.8.2025