Svizzera, 21 febbraio 2024

Il sequestratore di Yverdon aveva molestato una collaboratrice di un centro d'accoglienza

A più di due settimane dalla presa d'ostaggi di tredici passeggeri di un treno a Yverdon (VD), continuano ad emergere dettagli sul sequestratore, Qader B.. Martedì mattina, l'emittente romanda RTS ha rivelato che l'uomo, un curdo iraniano, aveva molestato per un anno e mezzo una dipendente della struttura di accoglienza temporanea per asilo presso la caserma Rochats (VD), nella quale alloggiava.

Dopo averla incontrata, prima di essere trasferito in un altro centro nel cantone di Ginevra, l'uomo ha presto cominciato a molestarla. Ha cercato di contattare la donna sui social per dichiararle il suo amore. Di fronte al palese disinteresse di quest'ultima, è partito più volte da Ginevra per aspettarla all'uscita dal suo posto di lavoro. Lo scorso agosto la collaboratrice del centro di accoglienza aveva tentato di sporgere denuncia contro il suo molestatore ma il giorno della deposizione un agente della polizia cantonale di Vaud l'ha chiamata per dirle che la sua denuncia non poteva essere accolta poiché Qader B. non le aveva rivolto minacce, riferisce la RTS.



Al limite delle sue forze, la donna ha quindi deciso di avere una conversazione chiara con il suo molestatore. Ha organizzato un incontro nella caserma Rochats e gli ha chiesto di smetterla di tormentarla. Al che il curdo iraniano ha risposto, secondo testimoni della scena, “che non sarebbe più tornato in caserma e che sarebbe andato a morire in Ucraina”. Nonostante queste parole, l’uomo ha provato comunque alcune volte a vedere la donna dopo il lavoro, prima di scomparire dai radar nel settembre del 2023.

Una tregua durata fino all'8 febbraio, giorno della famosa presa degli ostaggi. Sul treno, Qader B. ha usato il telefono di un passeggero per costringere la collaboratrice del centro d'accoglienza ad arrivare, con un messaggio chiaro: se lei non avesse ceduto alle sue avances, avrebbe attaccato gli ostaggi. La donna avrebbe rifiutato in un primo momento, prima di essere convinta a trasferirsi dalla polizia. Ma, una volta lì, un agente l'ha informata che l'operazione era finita, senza avvisarla che Qader B. era stato ucciso. In stato di shock, la vittima è ancora in congedo per malattia, secondo la RTS.

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