Sport, 18 luglio 2022

“Uno sport in forte crescita che ha sconfitto i pregiudizi"

L’ex calciatrice Simona Gennari parla delle conquiste del calcio femminile. E non solo...

LUGANO - “Lo sviluppo del calcio femminile è molto rapido. Abbiamo investito parecchio nell’educazione e in altre risorse, ma per l’UEFA tutti gli aspetti di sviluppo del calcio sono importanti. Se paragoniamo il calcio femminile di oggi a quello di 5-10 anni fa, è tutto un altro sport”. Sono parole di Alexander Ceferin, presidente dell’UEFA, pronunciate durante la conferenza stampa di presentazione della finale di Champions League 2022 fra Barcellona e Lione andata in scena lo scorso mese di maggio a Torino. Parole forti e significative, che sottolineano (ma forse non ce n’era bisogno) il grande passo avanti di un movimento che soltanto qualche anno fa era considerato come una sorta di “figlio della serva”.


Oggi il calcio che un tempo veniva ironicamente definito “in gonnella” ha uno spazio importante: si è creato un’ organizzazione di primo livello, ha un seguito popolare incredibile, tantissime ragazzine che si iscrivono alle scuolecalcio ma soprattutto ha saputo vincere i pregiudizi di una società maschilista. Ne è convinta Simona Gennari, ex giocatrice del Rapid Lugano e della nazionale rossocrociata nonché responsabile del club Tutti in gioco e membro attivo della Fondazione Gabbiano: “Dire che il calcio femminile sia cresciuto in modo esponenziale è quasi scontato. Tuttavia rende bene l’idea. Aggiungerei che è stato abbattuto il pregiudizio che si nutriva nei suoi confronti. E questo è un fatto molto importante”.


La società, in generale, sta cambiando Certamente. Non soltanto nello sport. La donna è più considerata e occupa importanti ruoli dirigenziali e politici. Il mondo va avanti e si libera dei pregiudizi. In Svizzera, per esempio, abbiamo votato a favore del matrimonio anche per le coppie omosessuali, approvata a grande maggioranza dal popolo svizzero.


Torniamo in argomento: calcio femminile a mille! 
Direi proprio di sì. Basta vedere l’entusiasmo che stanno suscitando i campionati Europei in Inghilterra. Tanto pubblico, tanto interesse mediatico e naturalmente tanta passione. Alcune televisioni hanno inviato un nutrito numero di giornalisti per seguire le gesta delle atlete. E gli ascolti sono stati molto buoni. Ora il calcio femminile ha ottenuto il riconoscimento di tutti, soprattutto dall’UEFA e della FIFA. Un fatto tutt’altro che scontato. 



A proposito di UEFA: quest’anno in Champions League c’è stato un vero e proprio boom.
Basti pensare ai 90 mila e rotti spettatori del Camp Nou per le partite del Barcellona contro il Real Madrid e il Wolfsburg! Numeri pazzeschi. Se qualcuno me lo avesse detto cinque o sei anni fa gli avrei riso in faccia. Invece no: il calcio femminile è fatto di qualità, intensità e pure durezza. E piace, come piace quello dei maschi.


Qual è il segreto?
Il lavoro alla base è fondamentale. Come in ogni sport che si rispetti, il calcio femminile ha deciso di uscire dagli schemi e di adottare le stesse misure e le stesse idee del calcio maschile e adattarle a sé. Si è partito con le scuole-calcio e con il tempo era inevitabile che qualcosa accadesse. Adesso bisogna continuare e non dormire sugli allori. Il mondo evolve veloce e non ci si deve fermare. 


Prendiamo la Svizzera: la Lega calcio ha appena parificato i premi delle squadre nazionali. 
Un bel passo avanti, direi una scelta coraggiosa. Ma come ho detto prima non bisogna fermarsi. Segnalo inoltre che in Italia dal primo di luglio scorso è stato introdotto il professionismo per le calciatrici, che avranno dunque la possibilità di concentrarsi solo sullo sport. Una bella conquista.


Veniamo al Ticino: come vanno le cose?
Adesso direi bene. Per qualche mese si è temuto che la sezione femminile del Lugano dovesse scomparire. Invece il club bianconero, e direi saggiamente, ha deciso di mantenerla in vita, trasferendo la sezione dalla vecchia associazione alla FC Lugano SA e all’associazione FC Lugano. Facendo così si potrà ripartire dalla lega cadetta e non da quelle minori. La perdita del club ceresiano sarebbe stato letale per il movimento cantonale. Il punto di riferimento resta. Una bella notizia!


E aggiunge.
Per coloro che hanno lanciato il calcio femminile in Ticino oltre 40 anni fa, Andrea Incerti su tutti, sarebbe stato un colpo tremendo. Aver salvato il Lugano ci ha reso tutti felici. Segno che qualcuno si è messo la mano sul cuore… 


M.A.
 

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