Sport, 21 giugno 2022

Portieri stranieri garanzia di affidabilità e successo

Con il nuovo regolamento nel nostro paese ne arrivano sempre di più

LUGANO - Come noto, dalla prossima stagione in Svizzera si potranno schierare sei giocatori stranieri contemporaneamente. Una novità che ha fatto discutere ma che alla fine è stata accettata senza troppe polemiche anche se, va detto, le variabili sono sempre dietro l’angolo. Grazie al cambio di regolamento, alcune società di National League hanno deciso di puntare su un portiere d’importazione, se possibile dal buon curriculum.


La crisi ucraina ha praticamente messo kappaò la KHL e permesso l’esodo di numeri 1 verso l’Occidente e in questo senso è probabile che nelle prossime ore arriveranno nuovi portieri anche nel nostro paese. Alcuni ci sono già. Il Bienne ha invece una storia un po' complicata da chiarire: dopo aver ingaggiato il finlandese Olkinuora, se l’è visto soffiare da Detroit (NHL). Affaire a suivre, come si dice in gergo. Al di là della bravura o meno dei portieri approdati in Svizzera, ci si chiede se queste operazioni di mercato non abbiano, anche, uno stretto legame con la crisi di portieri in atto nel nostro campionato: Genoni e Berra non sono immortali, alle loro spalle non si intravvedono nuovi fenomeni. Ecco che allora si pesca all’estero.


Una soluzione che hanno adottato società come lo Zurigo e il Lugano, storicamente sostenute da estremi difensori di grande valore. Anche l’Ambrì Piotta ha deciso di continuare con il bravo Juvonen, una scelta che ha reso felice i tifosi biancoblù, che hanno ancora negli occhi le prestazioni del finlandese durante la grande rimonta del mese di febbraio scorso. Alla fine, comunque, l’arrivo dei portieri stranieri metterà d’accordo tutti: la loro qualità non si discute. E come dice Alfio Molina “se sono bravi, ben vengano”.


Mikko Koskinen, un nome e una garanzia. Se guardiamo al suo curriculum e ai suoi trascorsi, beh, i tifosi del Lugano possono stare tranquilli. Dopo alcuni anni in National Hockey League (Edmonton Oilers) e in KHL (San Pietroburgo), è diventato oggetto di mercato a Occidente: “Ho deciso di venire a Lugano perché dopo alcuni anni in Nordamerica sentivo il bisogno di una nuova sfida. Sapevo che questa è una squadra ambiziosa, con una grande organizzazione dietro. E poi, particolare non indifferente, c’è un calendario meno stressante rispetto alla NHL e alla KHL, e quindi avrò più tempo per godermi la famiglia. Ho visitato la città e posso dire di essere completamente soddisfatto: è fantastica Lugano”, ha detto il finlandese durante la conferenza stampa di presentazione. 



Koskinen ha deciso di firmare solo dopo aver chiesto un parere al suo vecchio amico, l’ex bianconero Jani Lajunen. “Ho parlato diverse volte con lui e mi ha sempre raccontato cose positive della società e della città. Mi ha convinto a firmare e devo dire che non si sbagliava. Adesso però guardiamo già avanti: sono in Svizzera per vincere. La squadra ha le carte in regola per fare bene. Speriamo di arrivare lontani”. Koskinen (33 anni) ritiene il massimo campionato svizzero secondo solo alla National Hockey League: “La Svizzera sta progredendo molto, basta vedere i risultati della nazionale rossocrociata degli ultimi anni”.


Koskinen non poteva esimersi dal commentare la rivalità fra il Lugano, suo nuovo club, e l’Ambri Piotta. Sentiamolo: “Ho sentito tante storie su questa sfida e allora sono andato a vedere qualche immagine su YouTube. Sono rimasto impressionato dal calore dei tifosi. Creano la partita con un'atmosfera davvero spettacolare. Non vedo l'ora di giocare il derby, ci sarà da divertirsi”.


Sul campionato si è detto curioso: “So che l’ultimo torneo l’ha vinto lo Zugo con una fantastica rimonta. E so che lo Zurigo è una realtà molto importante. Mi aspetto comunque un campionato equilibrato. Con il Lugano, se possibile, fra i protagonisti. Io darò il massimo!”.

MDD

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