Sport, 16 giugno 2022

"Il Ticino è terra di ciclismo. Il Tour è felice di arrivarci”

Intervista con Olivier Senn, co-direttore della massima corsa svizzera

Domenica con il prologo di Küsnacht è scattato il Tour de Suisse numero 85. Una settimana avvincente, per uno dei Tour più duri degli ultimi anni. Con la seconda tappa verso Aesch e la terza che ha attraversato il Giura. Occhio anche agli arrivi di Moosalp e Malbun. Il Ticino, ancora una volta, sarà protagonista, con tre partenze di tappa ed un arrivo a Novazzano, quello odierno: tanti saliscendi, tanti strappetti stile classica, ed un finale mozzafiato sul percorso dei Mondiali di Mendrisio del 2009. La frazione conclusiva prevede poi a Vaduz una cronometro di 26 km, una frazione che potrebbe rivelarsi decisiva. Mai come in questa edizione sono tanti i big presenti: alcuni per affinare la preparazione alla Grande Boucle francese, altri per fare classifica. I nomi? Pidcock, Hirschi, Evenepoel (la star della prova), Vlasov, Pinot, Sagan, Matthews, Gilbert, Pozzovivo. I pronostici dicono che il britannico parte come grande favorito mentre Remco e Hirschi potrebbero essere i suoi principali avversari. Lasciamoci sorprendere, ricordando per altro che un corridore svizzero non vince più il TdS dal 2009. Allora toccò a Fabian Cancellara salire sul gradino più alto del podio. Abbiamo sentito il co-direttore della prova Olivier Senn.


Direttore: un Tour da scintille.
Abbiamo fatto un gran lavoro di preparazione, grazie soprattutto al direttore sportivo David Loosli. In una settimana abbiamo concentrato un po' di tutto: salite, muri da classica del Nord e continui saliscendi. Poco spazio per i velocisti. Ma del resto quando si corre su una sola settimana bisogna privilegiare lo spettacolo. Per questo salite e muri.


Siete riusciti a mantenere le date tradizionali.
In un momento in cui sono in atto grandi cambiamenti, anche di calendario, aver confermato questo periodo è davvero importante. E l’UCI ci ha garantito che sarà così anche nei prossimi anni. Una buona notizia.


C'è Remco Evenepoel, uno dei fenomeni dell’ultima generazione.
Siamo particolarmente felici di avere il belga alla partenza. È garanzia di spettacolo e grandi emozioni. Quello che ha fatto alla Liegi-Bastogne- Liegi 2022 è stato semplicemente fantastico. Dopo il brutto incidente al Lombardia di due anni fa si è completamente ripreso. Ora ha fiducia e sicurezza nei propri mezzi ed ha perso la paura. Siamo contenti che il ciclismo abbia recuperato un corridore come Evenepoel. 


Il cast è uno dei migliori possibili.
Segno che il nostro Tour piace. Del resto, nel corso degli anni, abbiamo consolidato tradizione e credibilità. Chi viene a correre in Svizzera sa che non è una gara qualsiasi. Fa gola a molti. Anche a coloro che si preparano al Tour de France.


E il Ticino ancora una volta è in prima pagina.
La vostra è una terra di ciclismo. Grande passione, grande entusiasmo e pure, almeno in passato, grandi corridori. Veniamo sempre volentieri al Sud delle Alpi. Perchè ci sono percorsi interessanti e perché gli organizzatori sanno lavorare bene. Con alcuni di loro stiamo giâ pianificando per i prossimi anni: nel 2023 o nel 2024 ci potrebbe essere un arrivo in salita ancora in Leventina...( a Cari, ndr).


Si partirà per la prima volta dall’interno di una pista di ghiaccio (vedi Gottardo Arena).
Ci è parsa una bella novità e l’ abbiamo sostenuta subito. Immagino che ad Ambrì ci saranno tanti tifosi anche di...hockey.


Olivier Senn, per concludere: lei è anche nell’organizzazione dei Mondiali del 2024 che si terranno a Zurigo. Come procede?
Sono quasi due anni che ci stiamo lavorando. Si svolgeranno dentro e attorno alla città della Limmat e il percorso sarà variegato. Non durissimo ma impegnativo, farà selezione. Si arriva a Zurigo per la quarta volta nella storia. Il budget? Non si può dire(si aggira sui 20 milioni, ndr). Gli arrivi delle varie gare saranno alla Sechseläutenplatz. Ci saranno anche dei tratti di pavé. Sarà un mondiale spettacolare!

M.A.
 

Guarda anche 

Quadri: «Tassa sulla salute sì, ma meno ristorni da versare all’Italia»

Il Consiglio di Stato ha fatto bene a congelare parte dei ristorni dei frontalieri. Non per difendere gli interessi dei lavoratori italiani, ma per difendere quelli de...
18.07.2026
Ticino

Daniele Caverzasio: «Decide Bruxelles, paga la Svizzera. Questa non è una partnership»

Il nuovo regime europeo sulla disoccupazione dei frontalieri potrebbe costare alla Svizzera fino a 900 milioni di franchi all’anno. Una fattura pesante, destinat...
18.07.2026
Svizzera

Andrea Censi: «Cornuti e mazziati? Berna dica no al salasso sui frontalieri»

La riforma europea sulla disoccupazione dei frontalieri rischia di presentare alla Svizzera una fattura pesantissima. Le nuove regole prevedono che, dopo almeno 22 set...
17.07.2026
Ticino

Disoccupazione dei frontalieri, Gobbi avverte Berna: «Il Ticino pagherebbe il prezzo più alto»

Bruxelles ha deciso, la Svizzera dovrà ora incassare il colpo, a meno che il Consiglio federale non trovi la forza di dire di no. Il Parlamento europeo ha appro...
16.07.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto